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Nomi Gatti

Aggiornato il 10 ottobre 20104 capitoli5 domande frequenti
Katze

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Quando un micio cucciolo entra a far parte della nostra vita probabilmente non ha ancora avuto un nome. Per cui la prima cosa da fare per lui, e per noi, è decidere quale sarà il nome che lo accompagnerà per tutta la vita. Molti sostengono, forse le persone più sensibili, che il gattino abbia già il suo nome scritto sul volto e che il nostro compito sia soltanto quello di capirlo. E’ però spesso difficile non lasciarci fuorviare dalla dolcezza del cucciolo e dargli un nome buffo e tenero, sapendo che probabilmente da adulto non sarà poi più così indicato. Un aiuto non indifferente potrebbe essere immaginarselo davvero adulto, decisamente più grosso e con una pelliccia meno soffice. Magari questo tuffo nel futuro ci porterà consiglio. Anche internet è un valido aiuto, esistono siti dove ci sono elenchi pieni zeppi di nomi e nomignoli tra cui scegliere, ed in commercio esistono anche libri scritti apposta per questo scopo. Ma se vogliamo fare di testa nostra sicuramente la fantasia sarà la nostra ottima alleata. L’unica cosa davvero importante è che qualunque sia il nome prescelto per il gattino, sarà meglio non cambiarlo in un secondo momento, magari perché ci si rende conto che non è più adatto al suo carattere o al suo aspetto estetico, (non sono pochi i casi in cui un Nerino è diventato bruno o addirittura grigio) o perché ne sentiamo poi uno che si sembra semplicemente più “bello”. Se gli cambiamo il nome rischiamo di portare il gatto ad uno stato di confusione, impedendogli da un momento all’altro di familiarizzare con l'ambiente che lo circonda.

Il suono di un nome

Il nome che attribuiamo ad un gatto per lui è soltanto un suono, senza un significato particolare, men che meno collegato a lui. Ciò che distinguerà questa parola dalle altre nella sua mente è unicamente il tono con cui lo si chiama. Dunque anche se il nome non è particolarmente bello o semplice, se detto con dolcezza susciterà comunque in lui piacere e voglia di coccole. Il metodo più semplice per attribuire un nome ad un gatto è basandosi sulle sue peculiarità fisiche, ecco perché nomi come Nuvola, Batuffolo, Contessa, ed altri del genere vanno sempre per la maggiore. Contessa, Regina e Principessa nel caso specifico sono giustificati dal portamento elegante e misurato della maggior parte delle gatte. In effetti i gatti sono di nobili origini, adorati in antichità anche al pari di esseri divini (come avvenne in Egitto), anche per questo spesso al gatto viene affibbiato un nome aristocratico. Per quanto al nostro gatto non importi davvero quale sia il nome che scegliamo per lui, bisogna ricordare che i nomi corti e semplici sono sempre i migliori. Se poi ci accorgiamo che il micio dopo qualche tempo ancora stenta a riconoscere il suo nome tra le parole del padrone possiamo fare in modo che lui associ il suono che si emette per chiamarlo a cose piacevoli come qualche bocconcino prelibato. E’ necessario sin dall’inizio passare un bel po’ di tempo in sua compagnia, sussurrandogli il nome con dolcezza e mentre lo si accarezza, in modo da legare il suono del suo nome a sensazioni piacevoli. Attenzione però, dimentichiamoci di insegnargli ad arrivare al comando del nome, è e resta pur sempre un gatto, non un cane.

Chiamare un gatto... in tutto il mondo

Quando diamo un nome al nostro gatto lo facciamo per racchiudere in sé tutti i tratti ed i caratteri sia fisici che psicologici che riconosciamo in lui. Molti scrittori e poeti hanno speso parole meravigliose per il proprio gatto e per la razza felina in generale. Addirittura per Samuel Butler la capacità di attribuire il giusto nome ad un micio riveli in un uomo il talento stesso di essere letterati. Ma da dove deriva il nome Gatto? Il nome “gatto” contiene in sé tutta la lunga storia di amore e interazione tra uomo e gatto, probabilmente tra gli animali domestici quello che è riuscito sempre a tener distinto l’amore dalla pura addomesticazione. Non esistono infatti nella storia gatti che siano schiavi dei loro padroni anzi, come abbiamo visto in molte civiltà il gatto spesso era venerato come un Dio. Sembra che il termine “gatto” abbia le sue origini nel nome di piccoli felini che in Nordafrica vivono con l’uomo e che vengono chiamati “quttah”. Da questa parola deriverebbe il termine latino “cattus” e, di conseguenza il nostro “gatto”. Ma un buon numero di parole che in tutta Europa definiscono il gatto, sembra derivino dallo stesso ceppo. In inglese gatto si dice “cat”, “chat” in francese, “katz” in tedesco. In spagnolo si una “gato”, in svedese e norvegese “katt”, in olandese “kat”. In Islanda gatto si dice “kattur” e in Polonia è “kot”, a Malta è “qattus” e in Cecoslovacchia “kocka” , in Finlandese si dice “katti”. Anche in lingua yiddish la racide è comune, visto che si dice “kats”, in svizzero “kaz”, in lituano “kate”, in bulgaro “kotka”. Addirittura in India, gatto si dice “katas”. Dunque è evidente che la radice della parola gatto sia tra le più universali esistenti, restando la stessa in più o meno tutte le parti del mondo. E lo stesso vale quasi sempre per i nomignoli: mentre da noi i cuccioli si chiamano gattini, “kitty”, che in inglese vuol dire gattino deriva probabilmente “kedi” ovvero gatto in turco. Persino “pussy” che è il vezzeggiativo anglosassone per chiamare il gatto (un po’ come il nostro “micio”), sembra derivi etimologicamente da “Pasht” che sarebbe l’antico nome di Bast, la dea egiziana protettrice dei gatti. Per finire, dal termine turco “utabi”, che viene utilizzato in patria per distinguere i gatti tigrati da quelli a colore unico, deriva il termine “tabby”. Una parola ampiamente utilizzata nelle classificazioni dei concorsi e delle esposizioni feline proprio per indicare quel certo tipo di mantello.

Qualche dato statistico

Il mondo che ci circonda è senz’altro la fonte più inesauribili di nomi e nomignoli che possa esistere per scegliere quello adatto per il nostro gattino. Oltre i classici, e ormai piuttosto inflazionati, nomi da gatto, come Fuffi, Fifì, Kitty o Kittie, spesso la cosa più simpatica è affibbiare loro nomi di personaggi di film e sit com. Anche i cartoni animati sono una buona fonte di ispirazione: Remì, Sissi, Candie e Luna per esempio sono semplici e corti. Ma anche Rachel (da Friends) Greg (in onore del dottor House), Spongie (la celebre spugna del cartone), o Romeo, Duchessa, Minou, Bizet, Matisse (presi pari pari da Gli Aristogatti). Un nomignolo che è tornato alla ribalta è Sfigatto (dal film “Ti presento i miei”). Capita anche che i gatti acquisiscano nomi legati a Divinità, allo stesso modo romane, greche o arridittura vichinghe. Ecco allora che spuntano da sotto il tavolo della cucina o tra i cuscini del divano Thor, Hermes, Freya, Gwydion, Zeus e Kalì. Per proprietari la cui cultura è un piacere, anche nomi di scrittori famosi o, meglio di personaggi di romanzi celebri e fantasy possono rivelarsi ottimi per i propri cuccioli. E così possiamo trovare Verlaine, Diderot, Joyce e Ariosto da un lato e Phèdre, Jocelyn, Imriel e Sidonie (tratti dai fantasy di Jaqueline Carey), Dantès, Mercedes e Mondego (tratti da “Il conte di Montecristo”), Walker, Par, Brianne e Brona (tratti dai romanzi di Terry Brooks). Per coloro che invece sono più attratti dal gossip e dall’attualità i personaggi del Jet Set internazionale si rivelano ottimi esempi di nome. Hermione e Harry sono nomi scelti da padroncini con la magia cinematografica negli occhi, ma sembra che non manchino Cruz (in onore della bella Penelope), Sofia (per omaggiare la Loren), Shakira, Britney, Madonna (in onore delle cantanti).

Domande frequenti

  • Qual è il criterio principale per scegliere il nome giusto per un gatto?
    La scelta del nome dovrebbe basarsi sulle peculiarità fisiche o comportamentali del micio, privilegiando termini brevi e facili da pronunciare, come Nuvola, Batuffolo o Contessa. I nomi corti sono preferibili perché il gatto li riconosce più rapidamente tra le altre parole. È fondamentale evitare nomi troppo lunghi o complessi e assicurarsi che il suono sia gradevole, poiché il gatto assocerà il nome alle sensazioni positive legate alle cure e alle coccole. Inoltre, immagina il tuo gatto adulto: un nome scelto solo per la tenerezza del cucciolo potrebbe risultare fuori luogo quando l'animale crescerà.
  • È possibile cambiare il nome a un gatto dopo averlo adottato?
    Non è consigliabile cambiare il nome a un gatto una volta che lo ha imparato. Modificare il nome può creare confusione nell'animale, impedendogli di familiarizzare correttamente con il suo ambiente e con il proprietario. Il gatto associa il suono specifico del suo nome a stimoli positivi; cambiando tale suono, si interrompe questo legame consolidato. Se il nome attuale non ti soddisfa più esteticamente o per il cambiamento del pelo, è meglio mantenerlo per coerenza emotiva e cognitiva del tuo animale domestico, evitando stress inutili.
  • Come faccio a insegnare al mio gatto a rispondere al suo nome?
    Per insegnare al gatto a riconoscere il suo nome, devi associare il suono del nome a esperienze piacevoli fin dal primo giorno. Pronuncia il nome con dolcezza mentre lo accarezzi o gli offri un bocconcino prelibato. Ripeti questa associazione frequentemente nei primi tempi. A differenza dei cani, i gatti non rispondono a comandi rigidi, quindi il processo richiede pazienza e costanza. L'obiettivo è far sì che il gatto colleghi il suono del nome a ricompense immediate, rendendolo desideroso di rispondere quando chiamato.
  • Da dove deriva la parola "gatto" e qual è la sua origine linguistica?
    La parola "gatto" trae origine dal termine nordafricano "quttah", riferito a piccoli felini che vivevano insieme agli umani. Da qui si è evoluto il latino "cattus", da cui discendono molte parole europee come "cat" (inglese), "chat" (francese) e "katz" (tedesco). Questa radice linguistica è universale e riflette la storica venerazione del gatto, specialmente nell'Antico Egitto, dove era considerato sacro. Anche molti vezzeggiativi internazionali, come "kitty" o "pussy", condividono radici etimologiche simili legate alla protezione divina e alla domesticazione antica.
  • Quali sono le tendenze attuali nella scelta dei nomi per i gatti?
    Oltre ai classici nomi descrittivi, oggi è molto diffuso scegliere nomi ispirati alla cultura pop, come personaggi di film, serie TV o cartoni animati (ad esempio Remì, Luna o Sfigatto). Molti proprietari scelgono nomi di divinità mitologiche (Thor, Freya) o di autori e personaggi letterari celebri per riflettere la propria personalità. Anche i nomi di celebrità del jet set o musicisti sono popolari. La tendenza attuale privilegia nomi unici e significativi, lontani dai cliché inflazionati come Fuffi o Fifì, cercando di catturare l'individualità del singolo gatto attraverso riferimenti culturali specifici.

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