Pensioni per Gatti

L'idea imprenditoriale

Se la nostra passione per i gatti è radicata nel tempo e abbiamo l’opportunità di avere a disposizione uno spazio adatto potremmo pensare di dedicare a loro la nostra vita e aprire una Pensione per Gatti. E’ vero che il gatto è noto per la sua indipendenza per le poche cure che bisogna prestargli a differenza di tanti altri animali domestici, ma è pur vero che sono sempre di più le persone che per lavoro o per viaggi legati alle vacanze si vedono riproporre tutti gli anni il problema di dove far soggiornare il proprio gatto in attesa del loro ritorno. Certo se non si hanno gli spazi adeguati e se siamo giovani e magari in cerca di un lavoro, possiamo proporci come cat sitter, ovvero andare periodicamente presso l’abitazione del gatto stesso e provvedere a offrirgli il cibo, cambiarli la lettiera e spendere un’oretta per giocare con loro e farli sentire meno soli. Se invece vogliamo che questa nostra sintonia con questi animali diventi davvero redditizia cominciamo a documentarci su ciò che serve per aprire una pensione a cui i padroni possono affidare con fiducia ed a cuor leggero il proprio gatto quando mancano per molto tempo da casa.

Per aprire un’attività di questo tipo occorre avere una conoscenza meticolosa e approfondita di tutto ciò che riguarda i gatti domestici e di razza, le loro esigenze, i bisogni e tutto ciò può servire alla loro ottimale cura. Non sarebbe male avere già una certa esperienza alle spalle, con la gestione di uno o più gatti direttamente a casa propria. Il che, se li amiamo, potrebbe essere il nostro caso. Ma ciò ovviamente non basta, il lavoro come volontari presso un gattile potrebbe essere fonte di molte conoscenze che in altro modo ci risulterebbe difficile trovare. A questa esperienza dovrà aggiungersi un piccolo capitale ed un bel po’ di spirito imprenditoriale. Anche una buona dose di problem solving sarà provvidenziale. Esistono problemi a cui possiamo trovarci davanti che non potremmo mai esserci aspettati e che, una volta risolti, diventeranno parte di un buon bagaglio di esperienze. Anche se non abbiamo ancora i soldi per aprire una attività nostra, se crediamo davvero che questa possa essere la nostra strada possiamo intanto incominciare a farci conoscere come cat sitter e guadagnarci la fiducia dei nostri futuri clienti. Se diventiamo degni di questa fiducia, i proprietari dei gatti saranno molto più propensi a portare il loro amico da noi piuttosto che lasciare la casa aperta ed il micio solo per la maggior parte del giorno dentro. In questo modo avremo anche il tempo per progettare una struttura spaziosa e confortevole per i gatti con tutta tranquillità.

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Come iniziare

gatti hotelPer creare e mettere su dal nulla una “pensione per gatti”, il primo passo da fare è informarsi presso la Camera di Commercio di ciò che serve per l’iscrizione ai registri. Solitamente per questo tipo di attività dovremo iscriverci sotto la classe “altri”. Poi c’è bisogno di apprendere dalla ASL del territorio dove vogliamo aprire l’attività di quale sia la prassi da seguire a livello igienico sanitario, oltre che burocratico. Le cose da fare ed i documenti da presentare possono cambiare da comune a comune. La legge prevede che l’apertura di un centro che ospiti molti animali domestici sia situato al di fuori dal centro abitato, dunque chi abita in periferia o, meglio, in campagna, sarà facilitato. Infatti il limite minimo di distanza di un centro del genere rispetto alle abitazioni circostanti è di almeno 500 metri. Ovviamente l’area adibita a pensione dovrà essere regolarmente servita dalla rete idrica, elettrica e fognaria (per quest’ultimo aspetto vengono accettati dall’asl anche centri in cui sia presente una fossa biologica perfettamente funzionante). Per quanto riguarda le dimensioni minime dei box atti ad ospitare gli animali, la legge prevede che non siano più piccoli di 170 cm e che abbiano una rete a maglie strette per evitare la fuga. Sono accettate anche gabbiette separate purchè siano idonee. Qualsiasi sia il modo in cui si concepisce la pensione c’è bisogno di un piccolo spazio all’aperto, ovviamente fortemente recintato, per permettere ai gatti che sono abituati ad uscire di casa, di potersi godere il sole e giocare tra l’erba. Consigliabile anche una verandina al chiuso per giocare quando fuori c’è brutto tempo. Indispensabile in questo caso, una canalina di scolo per le pulizie.

Quando progettiamo la pensione è bene che pensiamo anche a delle aree comuni, a cui potranno accedere i gatti più socievoli. Non si deve però forzare quelli che non vogliono avere a che fare con i loro simili, e che magari (questo ce lo dirà il padrone) non hanno mai visto un altro gatto prima d’ora. L’esperienza potrebbe traumatizzarli, quindi è meglio lasciarli nella loro gabbietta indisturbati e limitarsi alle coccole umane. E’ inutile dirlo, la pulizia deve esser minuziosa e costante, questo eviterà qualsiasi tipo di contagio di malattie tra gli ospiti della pensione.

  • trono gatto La persona che per lavoro, per andare in vacanza, o per qualsiasi assenza prolungata da casa, deve lasciare il suo compagno, spera di trovare persone che si prendano cura di lui e che lo coccoleranno...

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Le caratteristiche della struttura

Se abbiamo intenzione di restare aperti tutto l’anno (lo sappiamo, le vacanze ed i viaggi di lavoro oggi non esistono solo d’estate), è opportuno che gli ambienti e i box dove ospitiamo i gatti siano riscaldati quando le temperature lo richiedono. Se poi vogliamo dare un valore aggiunto al nostro centro possiamo optare anche per servizi come la sala parto, l’infermeria, la palestra, il medico veterinario sul posto 24 ore su 24. Questo elemento ultimo, in particolare, è un ottimo biglietto da visita per il padrone del nostro futuro cliente. Sapere che per qualsiasi cosa c’è un medico a disposizione giorno e notte lascia il proprietario del felino più tranquillo.

A livello economico anche se questa attività può sembrare redditizia, per cominciare impiegherà molti soldi per cui forse è meglio partire con uno e due soci in grado di poter mettere a rischio parte del capitale. Le spese più alte, oltre quelle per la costruzione e la messa a norma del centro, saranno quelle legate alle utenze, dunque le bollette della luce, del gas e dell’acqua. L’alimentazione invece sarà, al contrario di quanto si possa pensare, la spesa minore. Se il cibo si acquista all’ingrosso infatti costa relativamente poco. Potrebbe essere una buona idea quella di richiedere un finanziamento con la partecipazione ai bandi di concorso che ogni tanto i comuni e le regioni indicono. Per venirne a conoscenza basta cercare, anche sulla rete, le informazioni aggiornate sui “Por”(Piani operativi regionali), oppure sugli stanziamenti degli enti locali per il lavoro nelle periferie. Anche se non esistono altre leggi in materia di apertura attività del genere, è certo che persone che non hanno alcuna conoscenza di veterinaria o genetica felina possono avere più problemi e mettere a rischio la salute dei gatti che arrivano al centro. Associazioni di volontariato come “Collare Verde” sono pronte a fornire il sostegno necessario affinchè l’attività rispetti le norme basilari di tutela degli animali ospitati. Come il cane, anche il gatto soffre molto lo stress dell’allontanamento da casa. Per cui la pazienza e la cura per i nostri ospiti dovrà essere infinita, diventando ogni giorno la nostra priorità. Anche il prendere nota delle abitudini alimentari di ogni gatto contribuirà ad un piacevole soggiorno, soprattutto se seguono una dieta particolare, sapranno apprezzare che evitiamo loro lo stress di un cambio repentino.


Pensioni per Gatti: Qualche suggerimento

Se invece siamo noi i padroni costretti a lasciare l’adorato micio nelle mani di personale competente qualche piccolo accorgimento aiuterà il gatto a sopportare meglio il cambiamento temporaneo a cui lo invitiamo. Prima di tutto è una cosa buona portare il gatto per qualche ora presso la pensione, qualche tempo prima di partire. Questo glòi permetterà di cominciare a familiarizzare con il personale del centro ed eventuali nuovi compagni di giochi. Facciamo inoltre in modo, mentre lui si ambienta, di visitare tutti gli ambienti del posto, e di verificarne personalmente le condizioni igieniche della struttura e dei suoi gatti ospiti. Se vediamo che il gestore e restio a farci entrare in qualche camera o resta sul vago quando gli chiediamo di visitare il centro partiamo diffidenti e, nel caso, cerchiamo un’altra soluzione per il nostro amico a quattro zampe. Ricordiamoci per tempo di concludere eventuali cicli di vaccino a metà e di effettuare un trattamento specifico per pulci e zecche dal veterinario. Quando porteremo il micio alla pensione dovremo consegnarlo con tutta la documentazione necessaria, ovvero con il libretto sanitario, eventuali medicinali se il gatto è in terapia e annotazioni di cibi specifici se segue una dieta particolare. Non lasciamoci imbambolare da tariffe particolarmente vantaggiose e, se riteniamo sia il caso, consultiamo più di una pensione mettendo a confronto servizi, professionalità e tariffe. La scelta di lasciare il nostro gatto in mano a persone sconosciute, anche se competenti deve essere dettata dal nostro senso di responsabilità e dal nostro legame con il nostro amico.



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