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Sterilizzazione Gatto

Aggiornato il 07 febbraio 20113 capitoli5 domande frequenti

Quando prendere provvedimenti

La sterilizzazione è un intervento chirurgico effettuato dal veterinario sui gatti sani, sia maschi che femmine, al fine di renderli incapaci di riprodursi. Grazie alla sterilizzazione, che avviene in anestesia totale ma il cui intervento dura al massimo 15-20 minuti i gatti non avranno alcun comportamento riconducibile allo stato di eccitazione ormonale così fastidioso per il loro padrone. I gatti sterili inoltre diventano più mansueti, più giocherelloni e non sentiranno, impellente, il bisogno di uscire di casa, evitando di sottoporsi a rischi di contagio di molteplici malattie oltre che dall’infestazione di parassiti come pulci, zecche o vermi. L’intervento ha delle tempistiche più o meno precise, che dipendono da quando ciascun gatto matura il proprio comportamento sessuale. Il veterinario saprà indicare il momento propizio per intervenire senza troppi problemi, basandosi sulla storia clinica del soggetto e sull’osservazione dell’apparato riproduttore. La sterilizzazione precoce nella gatta femmina aiuta ad abbassare enormemente il rischio di tumori alle mammelle e all’utero, patologie che si presentano molto spesso alle gatte non sterilizzate che non concepiscono regolarmente. Quando i gatti sono sessualmente maturi infatti il non poter concepire li porta ad un stato di disagio e sofferenza, il tutto collegato al desiderio naturale di accoppiarsi, che gli viene negato dal padrone. La gatta và sterilizzata con la comparsa del primo estro (fenomeno che può avvenire entro i sei mesi, per le gatte a pelo corto, fino ai primi due anni, per le gatte a pelo lungo). Per il gatto maschio invece la sterilizzazione idealmente và effettuata entro l’ottavo mese. Da quel momento in poi prima si interviene meglio sarà. Anche perché se il gatto comincia ad avere certi comportamenti legati al suo stato di eccitazione, più persevera in essi più è probabile che continui a farlo, anche ad intervento effettuato. Dunque se si vuole evitare per sempre di veder uscire il gatto di casa e tornare con i segni di lotta addosso, o se si vuole evitare che prenda l’abitudine a urinare fuori dalla sabbietta, la cosa migliore è intervenire con intervento prima possibile. Per il gatto maschio si può optare per l’asportazione dei testicoli ma anche semplicemente con l’interruzione dei vasi che trasportano il seme. La differenza è che con il secondo tipo di intervento i comportamenti legati alla sua maturità sessuale non cessano, anche se il gatto tecnicamente diviene in tutto e per tutto sterile. Nonostante dunque, ad una riflessione superficiale, la vasectomia sembri meno invasiva e più naturale per il gatto, è evidente che resta parzialmente inutile allo scopo.

Interventi per il gatto maschio

IQuando il gatto è maschio viene sottoposto ad un intervento di orchiectomìa (ovvero, in parole povere, all’asportazione dei testicoli). L’intervento avviene solitamente in anestesia locale, che è meno invasiva e pericolosa di quella generale: il gatto infatti resta cosciente ma il suo cervello per qualche tempo si "dissocia" dagli stimoli sensoriali, dunque sarà tranquillo, soprattutto se vedrà vicino il padrone, ma non reagirà all’incisione e non proverà alcun dolore. Alla fine dell’intervento, che dura solo qualche minuto, il veterinario può decidere di suturare il taglio con un paio di punti. Spesso non ce n’è neanche bisogno data la ridicola dimensione del taglio. Altra soluzione è talvolta costituita dall’utilizzo di una sorta di mastice bio-assimilabile. Come anticipato, il momento pià indicato per intervenire nel gatto con l’orchiectomia è in giovanissima età, non appena i testicoli saranno completamente stabilizzati nello scroto ma prima che l’urina assuma il caratteristico odore pungente del gatto maturo sessualmente. In questo modo, dato che il flusso di sangue ai testicoli è ancora minimo, si riducono enormemente tutte le eventuali complicanze che darebbero conseguenti ad una emorragia. Inoltre se si procede con la sterilizzazione prima che il gatto abbia cominciato a urinare fuori dalla sabbietta, saremo sicuri che non prenderà mai il vizio. Per potersi presentare ad un intervento di orchiectomia il gatto deve essere a digiuno almeno da otto-dieci ore prima dell'intervento, può però placare la sua sete entro le tre ore. Dopo la dimissione il gatto deve riposare in un ambiente caldo e tranquillo. La terapia per la convalescenza prevede solitamente antibiotici e medicazioni della ferita, da fare nel caso anche senza l’aiuto del medico. Se notiamo che il gatto prende a leccarsi la ferita con insistenza, forse è il caso di fargli indossare il collare elisabettiano, per evitare che con la lingua rallenti il rimarginarsi della ferita o, peggio, scaturisca una infezione locale. La vasectomia invece consiste nel chiudere i vasi che trasferiscono lo sperma dai testicoli al pene. Con un intervento del genere il gatto diventa sterile, ovvero non può concepire cuccioli, però continua a percepire il richiamo delle gatte e questo comporta il suo bisogno di uscire, urinare ovunque e accoppiarsi. Può succedere in qualche gatto che i testicoli non riescano da soli, con la maturità, a scendere completamente nello scroto, in questo caso è necessario intervenire ugualmente, a prescindere dal desiderio di sterilizzarlo, perché c’è il rischio di tumori.

Promiscuità e capacità riproduttive

Quando il gatto non è stato castrato sembra avere periodicamente una insaziabile voglia di accoppiarsi. Questo non succede se il gatto è stato sterilizzato, perché, a differenza degli esseri umani, un maschio felino sterile non sente alcun bisogno o piacere nei confronti dell’accoppiamento. In realtà anche il gatto intero non ha l’istinto di accoppiarsi fino a che non recepisce il segnale ormonale della gatta in calore. E’ solo allora che comincia la cerca, non arrendendosi fino a che avrà trovato ciò che cerca. Spesso i gatti in calore addirittura si masturbano: non potendo farlo con le zampe si piazzano davanti ad un oggetto e lo montano come farebbero con una gatta. Una curiosità sulle gatte in calore. Per qualche strana ragione una femmina montata da un gatto sterile può convincersi di essere rimasta incinta. Si tratta di fenomeni rari, ma può succedere che alcune femmine si sentano in dolce attesa, arrivando anche a produrre latte e cercando di preparare un cantuccio per i piccoli, nonostante non crescano embrioni della sua pancia né lei aumenti in nessun modo di peso. Quando valutiamo se far sterilizzare o meno i nostri gatti dobbiamo partire da un semplice presupposto: la capacità di procreare della gatta è davvero molto alta. Una sola gatta può mettere al mondo fino a 15 gattini in un anno. Se si conta che circa la metà di questi sono di sesso femminile, e che entro l’anno saranno tutte in grado di procreare si capisce bene in un tempo relativamente breve il numero di mici discendenti della mamma originaria è vertiginoso. Dunque, siccome non è detto, anzi è improbabile, che tutti riescano a ricevere cure adeguate e amore inconsiderato in una casa, è presumibile che gran parte di loro vengano uccisi o, al massimo, consegnati ai gattili. Ecco perché con il senno di poi la sterilizzazione risulta in ogni caso la soluzione migliore.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo ideale per sterilizzare un gatto maschio e una gatta?
    Il momento ottimale varia leggermente tra i sessi. Per la gatta, l'intervento dovrebbe avvenire con la comparsa del primo estro, generalmente entro i sei mesi per le razze a pelo corto e fino ai due anni per quelle a pelo lungo. Per il gatto maschio, si consiglia di intervenire entro l'ottavo mese di vita, preferibilmente prima che inizi a marcare il territorio con urine odorose. Intervenire precocemente è cruciale: più si aspetta, più i comportamenti sessuali diventano abitudini radicate difficili da eliminare anche dopo la chirurgia. Un veterinario valuterà la maturità sessuale e la salute del gatto per fissare la data corretta.
  • Sterilizzazione e vasectomia hanno lo stesso effetto comportamentale?
    No, c'è una differenza fondamentale. L'orchiectomia (sterilizzazione classica con asportazione dei testicoli) rimuove la fonte degli ormoni sessuali, eliminando quasi totalmente il desiderio di accoppiarsi, l'aggressività e la necessità di uscire di casa. La vasectomia, invece, interrompe solo il passaggio dello sperma, rendendo il gatto sterile ma lasciando intatti gli ormoni. Di conseguenza, un gatto vasectomizzato continuerà a cercare le femmine in calore, a marcare il territorio e a mostrare comportamenti sessuali tipici del gatto intero, pur non potendo generare cuccioli. Per risolvere i problemi comportamentali, la sterilizzazione completa è nettamente superiore.
  • Quanto dura l'intervento e qual è la durata della degenza?
    L'intervento di sterilizzazione è rapido, durando solitamente tra i 15 e i 20 minuti per entrambi i sessi. Spesso non richiede nemmeno un ricovero prolungato; molti gatti tornano a casa lo stesso giorno. La convalescenza è breve: il gatto deve riposare in un ambiente caldo e tranquillo per qualche giorno. È importante monitorare la ferita e impedire al gatto di leccarla, eventualmente usando un collare elisabetiano. La terapia post-operatoria include spesso antibiotici e antidolorifici prescritti dal veterinario. Le suture, se presenti, vengono solitamente rimosse dopo 7-10 giorni, ma spesso si usano tecniche che non richiedono rimozione.
  • La sterilizzazione previene i tumori alle mammelle nelle gatte?
    Sì, la sterilizzazione precoce offre una protezione significativa contro i tumori mammarii, che sono molto comuni nelle gatte non sterilizzate e non gravide. Effettuare l'intervento prima del primo estro riduce drasticamente il rischio di sviluppare queste neoplasie maligne. Inoltre, poiché si asporta anche l'utero, si elimina completamente il rischio di piometra (infezione uterina) e altri problemi riproduttivi. Oltre ai benefici fisici, la sterilizzazione evita il disagio fisico e mentale legato al ciclo estrale non soddisfatto, migliorando la qualità di vita e il temperamento della gatta, rendendola più mansueta e domestica.
  • Cosa fare se il gatto ha i testicoli non discesi (criptorchidismo)?
    In alcuni gatti maschi, uno o entrambi i testicoli possono rimanere bloccati nell'addome invece di scendere nello scroto, una condizione chiamata criptorchidismo. Questa situazione richiede necessariamente un intervento chirurgico, indipendentemente dal desiderio di sterilizzazione. I testicoli non discesi hanno un alto rischio di degenerare in tumori e causare altre complicazioni di salute. L'intervento in questi casi è leggermente più complesso rispetto alla normale orchiectomia, poiché il veterinario deve localizzare e rimuovere i testicoli interni. È fondamentale diagnosticare questa condizione tramite visita veterinaria per garantire la salute del gatto.

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