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Vaccino Gatto

Aggiornato il 07 febbraio 20113 capitoli4 domande frequenti
foto gatto

Le difese immunitarie nel gatto

Quando un cucciolo nasce mantiene per qualche tempo le difese immunitarie proprie della madre. Ma già a partire dalla nona settimana di vita perdono ogni tipo di immunità per cui si fa urgente la necessità di effettuare i dovuti vaccini. Esistono vaccinazioni che mettono al sicuro i cuccioli e i gatti adulti da malattie altamente pericolose, molte delle quali letali. Parliamo per esempio di panleucopenia felina, rinotracheite e infezione da calcivirus. Per questo motivo in particolare il vaccino è fondamentale per la buona salute del nostro gatto. Statisticamente esiste la possibilità seppur trascurabile che un gatto non vaccinato non contragga mai una malattia per la quale esiste il vaccino ma siccome non si è mai troppo sicuri vaccinare il nostro gatto sin da quando è cucciolo contro tutte le malattie possibili ci farà sicuramente dormire sogni più tranquilli. Se non bastasse la vaccinazione rafforza il sistema immunitario del gatto perché lo spinge a produrre un maggior numero di anticorpi, uniche armi a disposizione dell’organismo contro le malattie infettive. E’ errato anche pensare che un gatto che vive in appartamento non debba per forza essere vaccinato: esistono alcuni agenti patogeni che non si fermano sul corpo del gatto infetto ma sono capaci di sopravvivere in ambienti ostili e restare attivi per molto tempo. Questo significa che qualsiasi oggetto che lascia casa può essere senza problemi un veicolo della malattia ed arrivare a contatto del gatto anche se questo non è uscito mai dall’appartamento. Un esempio possono essere le scarpe del padrone, o l’ombrello o ancora la borsa.

Tempistiche del Vaccino

Il vaccino ha delle tempistiche precise che variano da patogeno a patogeno. Sarà cura del veterinario tenerne conto e, di conseguenza riportare il promemoria dei richiami sul libretto del micio. Gli intervalli tra un richiamo e l’altro sono assolutamente importanti perché se non rispettati l’effetto protettivo del vaccino si annulla rendendo vana ogni iniezione precedente. Qualunque tipo di vaccino deve essere effettuato necessariamente su gatti sani perché se si inocula un virus in un soggetto già debilitato questi potrebbe attecchire invece che spingere a produrre gli anticorpi. Inoltre se il gatto al momento della vaccinazione non è in piena salute, potrebbe avere problemi ulteriori, legati allo stress del vaccino. Prima di cominciare la serie di vaccini solitamente si attende la nona settimana di vita del cucciolo perché se effettuato prima il vaccino potrebbe reagire malamente con gli anticorpi materni ancora in circolo, se effettuato dopo invece rischia di arrivare troppo tardi. I primi richiami dei vaccini su un cuccioli solitamente avvengono dopo meno di un mese, più o meno intorno alla terza settimana. A tre mesi il gatto dovrebbe richiamare tutte le vaccinazioni effettuate fino a quel momento, poi una volta concluso il ciclo di vaccinazioni, bisognerebbe richiamarle tutte almeno una volta all’anno per non impigrire il sistema immunitario in attività. Ovviamente anche in seguito tutte le vaccinazioni saranno appuntate, con i relativi promemoria, sul libretto sanitario del micio da parte del veterinario. Questo servirà ad un duplice scopo, al proprietario per non dimenticare l’appuntamento e ad eventuali altri veterinari, per esempio in vacanza, se il gatto dovesse avere problemi di salute. Controllando il libretto il veterinario del momento potrà aiutarsi con la diagnosi escludendo patologie per cui si rende conto che il gatto sia stato vaccinato. Per la vaccinazione dei cuccioli oggi vengono adoperati dei vaccini chiamati “vaccini inattivati o silenti”, servono a non creare reazioni esagerate nel corpo ancora debole del micetto e possono stimolare velocemente il suo sistema immunitario.

Quadro Generale e Rischi connessi

Generalmente esiste uno schema preciso secondo cui il veterinario vaccina i cuccioli. Di seguito riportiamo la prassi tipica per le prime vaccinazioni complete nei confronti dei gatti cuccioli. Non ne fanno parte i vaccini contro la Polmonite, perchè questi in alcuni Paesi non sono ancora disponibili, e contro l'Immunodeficienza Felina (FIV), perchè non ne esiste ancora uno in grado di contrastarla. Nel complesso però solitamente si adotta il seguente protocollo: dopo i 60 giorni di età, vengono iniettati due vaccini tetravalenti, contro herpesvirus, calcivirus, parvovirus e chlamidia, con un richiamo completo dopo circa tre settimane. Poi viene eseguito un richiamo annuale con un vaccino trivalente contro herpesvirus, calcivirus e parvovirus. Se nel vaccino ci sono i patogeni anche della Clamidiosi, si definisce quadrivalente. Quella contro la Clamidiosi però non è una vaccinazione obbligatoria e solitamente viene effettuata soltanto su soggetti da esposizione o di allevamento. Quando il gatto deve recarsi in un Paese estero assieme al suo padrone è importante che venga inoculato anche il vaccino antirabbico, che non è obbligatorio soltanto per i gatti ma anche per i cani ed i furetti nelle stesse condizioni. Completano la preparazione al viaggio all’interno dell’UE, l’innesto di un microchip di riconoscimento ed il rilascio del passaporto sanitario. La tempistica serena richiede che il vaccino sia effettuato almeno 20 giorni prima del primo viaggio. Giunto alle 12 settimane, il gattino potrà anche essere vaccinato nei confronti della FIP, peritonite infettiva felina, anche se oggi ci sono voci discordanti sulla reale efficacia di questo trattamento, soprattutto per quanto riguarda il rapporto rischio/beneficio. In effetti parliamo di un vaccino ancora nuovo e non è accertata la completa assenza di effetti collaterali del vaccino a lungo termine. Dunque per questa patologia, che si rileva per il 60% dei casi altamente mortale, l’unica prevenzione disponibile è la pulizia profonda ed il controllo rigoroso di ogni soggetto, in modo da scongiurare qual si voglia rischio di contagio. Anche per la somministrazione dei vaccini, così come avviene per i farmaci regolari, bisogna stare attenti a eventuali reazioni allergiche e/o anafilattiche. Se dovesse accadere si deve subito ricorre, sotto stretto controllo del veterinario, alla somministrazione di farmaci corticosteroidi, per fortuna l’incidenza nei vaccini casi di reazioni allergiche o anafilattiche è davvero trascurabile. Recentemente alcuni vaccini sono stati accusati di procurare fibrosarcomi, dei piccoli tumori localizzati sul punto di inoculo. Non si tratta però di reale colpa del vaccino in quanto sembra che il problema sia legato ad una altissima sensibilità della cute di alcuni gatti, che diventa particolarmente reattiva all’iniezione di qualsiasi sostanza.

Domande frequenti

  • È necessario vaccinare un gatto che vive esclusivamente in appartamento?
    Sì, è fondamentale vaccinare anche i gatti stanziali. Molti credono erroneamente che restare in casa garantisca protezione totale, ma i patogeni possono entrare nell'abitazione attraverso oggetti portati dal padrone, come scarpe, ombrelli o borse. I virus responsabili di malattie gravi come la panleucopenia felina, la rinotracheite e il calicivirus possono sopravvivere a lungo in ambienti ostili e contaminare superfici domestiche. Poiché non c'è mai certezza assoluta sull'esposizione a questi agenti infettivi, la vaccinazione rimane la misura preventiva più sicura per proteggere il sistema immunitario del gatto, indipendentemente dal fatto che usca o meno.
  • Qual è il calendario vaccinale corretto per un cucciolo di gatto?
    La prima vaccinazione si effettua generalmente verso la nona settimana di vita, poiché prima di questa età gli anticorpi materni potrebbero interferire con l'efficacia del siero. Successivamente, si eseguono richiami a distanza di circa tre settimane l'uno dall'altro per garantire una copertura completa. Intorno ai tre mesi di età, il cucciolo dovrebbe aver completato il ciclo base. Dopo la fine della fase giovanile, è necessario mantenere l'immunità attiva tramite richiami annuali. È cruciale rispettare rigorosamente queste tempistiche: saltare le date o prolungare eccessivamente gli intervalli tra le dosi può azzerare l'effetto protettivo, lasciando il gatto vulnerabile alle malattie infettive.
  • Quali sono le principali malattie prevenibili con il vaccino per gatti?
    Le vaccinazioni standard proteggono contro le patologie feline più comuni e pericolose. Il vaccino polivalente (spesso tetravalente) copre principalmente la panleucopenia felina (un parvovirus spesso letale), la rinotracheite infettiva felina (causata da un herpesvirus), il calicivirus e la clamidiosi. Questi agenti causano sintomi respiratori gravi, problemi gastrointestinali e complicanze oculari. In caso di viaggi all'estero, diventa inoltre obbligatoria la vaccinazione antirabbica. Esiste anche un vaccino per la FIP (Peritonite Infettiva Felina), ma il suo utilizzo è dibattuto e non sempre raccomandato a causa dell'efficacia variabile e dei potenziali rischi, rendendo la prevenzione ambientale la scelta primaria per questa specifica patologia.
  • Possono esserci effetti collaterali o rischi seri dopo la vaccinazione?
    Come per qualsiasi intervento medico, possono verificarsi reazioni avverse, sebbene siano generalmente rare e lievi. Le reazioni allergiche immediate o anafilattiche sono eventi rari ma gravi che richiedono un intervento veterinario tempestivo con corticosteroidi. Più recentemente, si è discusso del legame tra alcune vaccinazioni e lo sviluppo di fibrosarcomi (tumori) nel punto di inoculo. Tuttavia, la comunità scientifica tende a considerare il vaccino non come causa diretta, ma come fattore scatenante in gatti geneticamente predisposti con una pelle iperreattiva. Nonostante questi rischi teorici, i benefici nella prevenzione di malattie mortali superano ampiamente le probabilità di complicanze locali.

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