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aquila reale

Aggiornato il 25 luglio 20134 capitoli4 domande frequenti
aquila reale

Caratteristiche

L’aquila reale è un grosso uccello della famiglia degli Accipitridae. E’ considerato il rapace per eccellenza per la sua maestosità e regalità. Misura in media dai 70 ai 90 centimetri di lunghezza e possiede un’apertura alare di più di due metri. La coda è lunga circa 30 centimetri. Il peso complessivo varia dai tre ai sei chili e mezzo. Le femmine della specie sono sensibilmente più grandi dei maschi. Il piumaggio dell’aquila è caratterizzato dalla parte superiore bruna, la testa castano dorato e le parti inferiori più scure. Sul capo sono presenti delle penne dorate che somigliano ad una corona, da cui deriva anche il suo nome. I giovani della specie, fino a 5 anni, presentano macchie bianche sulle ali e la coda bianca con le estremità nere. Le zampe sono robuste con dita corte ma dotate di potenti artigli capaci di afferrare le prede a volo. Il quarto dito è dotato di un’unghia più lunga, una sorta di pugnale usata per trafiggere le prede. L’aquila reale, infatti, è considerato il più forte e potente rapace esistente in natura. Il becco è forte e arcuato e viene utilizzato sia per uccidere eventuali prede, sia per rompere le carcasse di animali già morti. E’ dotata di una vista acutissima, sei volte più potente di quella dell’essere umano, con un campo visivo di 300 gradi.

Habitat naturale e distribuzione

Fino al secolo scorso l’aquila reale era presente in tutti i continenti, ma, negli ultimi decenni il suo areale di distribuzione si è molto assottigliato. Oggi la si può trovare solo sui rilievi montuosi dell’Europa, dell’America settentrionale, dell’Asia del nord, del Giappone e in alcune regioni dell’Africa Mediterranea. In Italia si può trovare solo sui rilievi appenninici e alpini, sui monti della Sicilia e della Sardegna. Si tratta di una specie molto adattabile che, nel corso dei secoli, si è stabilita negli ambienti più diversi. Il suo habitat naturale comunque è costituito da pianure semi-alberate e ampi spazi aperti da poter sorvolare alla ricerca di cibo. Predilige i paesaggi rocciosi con scarsa vegetazione dove poter nidificare. Non ama le zone ricche di vegetazione, quelle eccessivamente antropizzate e le pianure.

Riproduzione

L’aquila reale è una specie monogama. Le coppie una volta formatesi restano insieme per tutta la vita. Le coppie, inoltre, una volta scelto il loro territorio vi si stabiliscono e vi rimangono per molti anni. I nidi vengono costruiti lungo i costoni rocciosi, sui rami degli alberi più alti o nei pressi di qualche dirupo. I nidi non vengono costruiti troppo in alto, ma, più in basso rispetto alla zona di caccia per evitare di dover effettuare faticose risalite con qualche preda tra gli artigli. Entrambi i genitori controllano il territorio e segnalano la loro presenza ad eventuali intrusi sorvolando la zona di loro competenza. La stagione degli amori per le aquile reali coincide con l’arrivo della primavera. L’accoppiamento vero e proprio è preceduto da un preciso rituale di corteggiamento, detto ‘danza del cielo’. Tale danza vede protagonisti entrambi i componenti della coppia che si cimentano in spettacoli acrobazie. L’accoppiamento avviene sulla terraferma. La femmina depone solo due uova a circa cinque giorni di distanza l’una dall’altra. La cova è affidata alla femmina e dura circa 45 giorni. Il maschio si occupa di nutrire la femmina e i due nuovi nati. Solitamente sopravvive un solo pulcino. Appena nati i piccoli dell’aquila reale sono ciechi e coperti da una sorta di lanugine bianca. Vengono nutriti dai genitori per circa due mesi. Poi i giovani aquilotti iniziano a fare le prove di volo e dopo circa 4 mesi dalla nascita imparano a volare e diventano indipendenti. I genitori allora li accompagnano al di fuori dei confini del loro territorio e li lasciano prendere il volo. I giovani aquilotti saranno nomadi fino a 4-5 anni, quando si troveranno una compagna e conquisteranno il territorio per mettere su famiglia.

Abitudini e alimentazione

L’aquila reale si nutre principalmente di mammiferi, uccelli e rettili. E’ molto ghiotto di roditori, conigli e scoiattoli. La sua dieta prevede anche galline, serpenti, tartarughe, sauri, ramarri e in periodi di scarsità di cibo si nutre anche di carogne. I partner spesso vanno a caccia insieme. I piccoli necessitano di grosse quantità di cibo per poter crescere, quindi, in questa fase la caccia si fa più intensa. La tecnica di caccia dell’aquila è principalmente quella dell’agguato. La preda viene avvistata dall’alto poi catturata piombandole addosso con gli artigli. Le aquile cacciano in coppia, mentre una spaventa e distrae la preda, l’altra piomba dall’alto e la cattura. Le aquile sono ottime cacciatrici anche in volo. L’aquila reale è una specie a rischio estinzione ed è protetta su tutto il territorio italiano. La caccia e il prelievo in natura sono severamente vietati. A minacciare la sopravvivenza di questo splendido animale ci sono il bracconaggio, la progressiva distruzione degli habitat naturali e l’utilizzo di pesticidi che inquinano l’acqua con danni irreversibili per le uova.

Domande frequenti

  • Quanto tempo vive un'aquila reale e quanto durano i suoi nidi?
    Le aquile reali possono vivere fino a 30 anni in natura. Una caratteristica distintiva è che i nidi, chiamati aii, vengono riutilizzati anno dopo anno per decenni, diventando enormi strutture che possono pesare diverse tonnellate. Entrambi i genitori contribuiscono alla manutenzione e all'ampliamento del nido, aggiungendo nuovo materiale legnoso ogni stagione. Questa longevità e la stabilità del territorio riflettono la loro natura monogama e la forte attaccamento al luogo di riproduzione.
  • Cosa mangia esattamente un'aquila reale e come caccia?
    La dieta principale include mammiferi di medie dimensioni come marmotte, lepri, conigli e scoiattoli, oltre a uccelli e rettili. In mancanza di prede fresche, non disdegna carogne. La tecnica di caccia preferita è l'agguato: l'aquila individua la preda dalla sua eccezionale vista (sei volte più potente della nostra) e piomba ad alta velocità. Spesso cacciano in coppia, dove uno disturba la preda mentre l'altro la cattura dagli artigli. Usano il becco forte e arcuato per sventrare le vittime o rompere le ossa.
  • Perché l'aquila reale è considerata in pericolo e quali sono le principali minacce?
    Nonostante sia ancora diffusa in molte aree, l'aquila reale affronta rischi significativi dovuti principalmente alla perdita di habitat causata dall'antropizzazione e dal disboscamento. Altre minacce critiche includono il bracconaggio illegale e l'avvelenamento secondario dovuto all'uso di pesticidi e veleni per roditori, che contaminano la catena alimentare. Questi fattori riducono la disponibilità di prede sane e compromettono la salute riproduttiva, rendendo necessaria la protezione legale rigorosa in Italia e in Europa.
  • Come si riproduce l'aquila reale e qual è il tasso di sopravvivenza dei piccoli?
    È una specie strettamente monogama che forma coppie indissolubili. La deposizione avviene in primavera, con solitamente due uova schiuse a distanza di pochi giorni. La cova dura circa 45 giorni, gestita quasi esclusivamente dalla femmina, mentre il maschio porta il cibo. Purtroppo, la competizione tra fratelli è spietata: spesso sopravvive un solo pulcino, quello nato prima, poiché riceve più cibo. I giovani imparano a volare dopo quattro mesi e rimangono dipendenti dai genitori per un periodo limitato prima di diventare indipendenti.

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