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grifone

Aggiornato il 17 giugno 20134 capitoli5 domande frequenti
grifone

Caratteristiche

Il grifone è un grosso uccello della famiglia degli accipitridi. Nell’aspetto assomiglia molto all’avvoltoio comune, infatti, il suo nome latino, Gyps fulvus, significa avvoltoio fulvo. Il grifone è uno dei più grandi e diffusi avvoltoi europei e raggiunge in media il metro di lunghezza, con un’apertura alare di quasi tre metri, per un peso complessivo che va dai quattro ai sette chili. Questi grossi uccelli hanno la testa piccola che viene tenuta piegata durante il volo, ali molto grandi rispetto al corpo e di forma triangolare. La coda, invece, è corta. Gli artigli sono poco sviluppati, poiché, non vengono utilizzati per catturare prede vive essendo una razza che si nutre esclusivamente di animali morti. Il piumaggio è bruno, tendente al fulvo, con evidenti macchie bianche sulla testa e sul collo. Le piume terminali sono, invece, nere. La testa e il collo sono nudi e ricoperti solo da una sorta di lanugine bianca. Il grifone si differenzia dalle altre specie di avvoltoi per la presenza di una sorta di collare di piume bianche all’altezza della giugulare. Il becco è giallo, robusto e uncinato, gli occhi sono chiari. I giovani della specie hanno un piumaggio più scuro, il becco nero e il collare è costituito da piume marroni. Non esiste dimorfismo sessuale, ma, i maschi e le femmine appaiono identici. Si tratta di un uccello molto longevo che può raggiungere anche i 35-40 anni di vita.

Habitat naturale e distribuzione

Il grifone è uno dei maggiori avvoltoi europei. Il suo areale di distribuzione comprende la Spagna – dove si trova la popolazione più numerosa – la Francia, i paesi balcanici e l’Italia. In Italia il grifone è quasi del tutto estinto e si può trovare solo in Sardegna, in Sicilia e lungo le regioni dell’Appennino Centrale, dove è stato reintrodotto di recente. Oltre che in Europa, vive anche nelle regioni mediterranee dell’Africa e del Medio Oriente. Il suo habitat naturale è costituito dalla montagna. Predilige le pareti rocciose e le cime impervie, dove vive in colonie numerose e dove nidifica. Spesso lo si può trovare anche nelle falesie costiere e nelle praterie. Si tratta di un uccello sedentario e difficilmente compie grandi spostamenti, ad eccezione degli esemplari giovani che, invece, sono più erratici. I grifoni tendono spostarsi in pianura solo per procurarsi da mangiare. Il volo dei grifoni è planare e viene effettuato sfruttando le correnti ascensionali.

Riproduzione

I grifoni raggiungono la maturità sessuale tra i 5 e i 7 anni. La stagione degli amori coincide con l’inverno e le deposizioni si hanno tra i mesi di gennaio e febbraio per favorire la nascita dei piccoli in primavera. Si tratta di una specie monogama, il che significa che le coppie dopo essersi formate, restano insieme per tutta la vita. La femmina del grifone depone un unico uovo bianco che cova, aiutata anche dal maschio, per circa due mesi. I piccoli restano nel nido per circa quattro mesi e vengono nutriti da entrambi i genitori che, non li lasciano mai soli per proteggerli dall’attacco di eventuali predatori come ad esempio i corvi imperiali. A quattro mesi si involano e abbandonano il nido. Il nido viene costruito all’interno delle pareti rocciose o sulla cima di alberi alti. E’ realizzato con peli, pelli e rami intrecciati. Nella fase della riproduzione i grifoni non devono essere disturbati poichè le possibilità che perdano l’unico uovo deposto, sono molto alte.

Abitudini e alimentazione

Come tutti gli avvoltoi, anche il grifone si nutre delle carogne di altri animali che individua in volo grazie alla sua vista molto sviluppata. La testa calva è funzionale alle sue abitudini alimentari, poiché riesce a scavare nei resti degli animali per nutrirsi senza sporcarsi. Contende le prede ad altri uccelli come nibbi, gazze e cornacchie che allontana gonfiando il piumaggio ed emettendo acuti gracidii. Si tratta di una specie gregaria e stazionaria. Forma colonie più o meno nutrite e si stabilisce in un determinato territorio. Gli spostamenti avvengono in gruppo e quasi sempre hanno lo scopo di perlustrare il territorio alla ricerca di carcasse. Ciascun esemplare copre una porzione di territorio e quando avvista una carcassa, si avvicina al suolo e comincia a compiere voli circolari intorno alla carogna per attirare l’attenzione degli altri membri del gruppo. Quando una carcassa viene avvistata tutto il gruppo scende al suolo per mangiare. Durante il volo i grifoni sfruttano le grandi ali per planare sulle correnti ascensionali. La testa e la coda sono poco sporgenti e le ali non vengono mai sbattute. Il grifone è una specie a rischio estinzione in molti paesi europei, Italia compresa, e per questo è protetto dalla Convenzione di Berna. A metterne a rischio la sopravvivenza, oltre al bracconaggio da parte dell’uomo, anche l’utilizzo di bocconi avvelenati destinati ad altri animali e la diminuzione di carogne disponibili a seguito delle nuove direttive europee che impongono agli allevatori lo smaltimento delle carogne. I grifoni rappresentano un tassello molto importante all’interno dell’ecosistema, poiché cibandosi di carcasse, svolgono un ruolo di spazzini della natura evitando l’insorgenza di gravi problemi igienico sanitari.

Domande frequenti

  • Perché il grifone ha la testa e il collo privi di piume?
    La testa e il collo del grifone sono nudi e ricoperti solo da una leggera lanugine per motivi igienici legati alla sua dieta necrofaga. Essendo un animale che si nutre esclusivamente di carogne, questa caratteristica anatomica evita che le piume si sporchino di sangue e tessuti in decomposizione mentre l'uccello infila il becco nelle carcasse. Mantenere la zona della testa libera di piume riduce inoltre il rischio di infezioni batteriche e parassitarie, garantendo una pulizia più efficiente e una migliore salute generale dell'animale.
  • Qual è l'habitat preferito del grifone e dove si trova in Italia?
    Il grifone predilige ambienti montani, in particolare pareti rocciose, cime impervie e talvolta falesie costiere, dove nidifica formando colonie numerose. In Italia, la specie è quasi estinta nella maggior parte del territorio nazionale, sopravvivendo solo in Sardegna, Sicilia e nell'Appennino Centrale, quest'ultima area oggetto di recenti progetti di reintroduzione. È una specie sedentaria che si sposta verso le pianure solo per cercare cibo, rimanendo attiva nel suo territorio di origine per gran parte dell'anno.
  • Cosa mangia il grifone e come individua il cibo?
    Il grifone è uno spazzino della natura che si nutre esclusivamente di carcasse di animali morti. Individua il cibo grazie a una vista estremamente sviluppata, esplorando vasti territori in volo planare sfruttando le correnti termiche. Una volta avvistata una carcassa, l'esemplaro compie giri circolari per segnalare la scoperta al resto del gruppo, che si riunisce per alimentarsi. Questa abitudine lo rende fondamentale per l'ecosistema, poiché previene la diffusione di malattie derivanti dalla decomposizione dei resti animali.
  • Quanto dura la riproduzione del grifone e quanti figli mette alla luce?
    Il grifone è una specie monogama che rimane in coppia per tutta la vita. Raggiunge la maturità sessuale tra i 5 e i 7 anni e nidifica preferibilmente in inverno, con deposizione dell'uovo tra gennaio e febbraio. La femmina depone un singolo uovo bianco, covato per circa due mesi con l'aiuto del maschio. I piccoli rimangono nel nido per quattro mesi, protetti dai genitori contro predatori come i corvi imperiali, prima di involarsi. La bassa prolificità rende ogni cucciolata cruciale per la sopravvivenza della specie.
  • Quali sono le principali minacce che pongono a rischio l'estinzione del grifone?
    Le principali minacce includono il bracconaggio umano, l'uso illegale di bocconi avvelonati destinati ad altri animali e la riduzione delle disponibilità alimentari. Quest'ultimo fattore è aggravato dalle normative europee sullo smaltimento delle carcasse negli allevamenti, che limitano l'accesso al cibo naturale. Inoltre, la disturbo antropico durante il periodo riproduttivo può causare l'abbandono del nido e la perdita dell'unico uovo deposto. Queste pressioni rendono il grifone una specie vulnerabile, protetta dalla Convenzione di Berna e soggetta a specifici piani di conservazione.

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