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nibbio reale

Aggiornato il 02 settembre 20134 capitoli5 domande frequenti
nibbio reale

Caratteristiche

Il nibbio reale, il cui nome latino è Milvus milvus, è un rapace appartenente alla famiglia degli accipitridi. Grande circa 60 centimetri, ha un’apertura alare di circa un metro e mezzo, maggiore di quella del nibbio bruno a cui assomiglia molto. Il nibbio reale è caratterizzato dalla presenza della coda biforcuta che gli consente di planare elegantemente sfruttando le correnti ascensionali mentre è in volo. Quando è in volo si può notare una macchia biancastra sulla parte inferiore delle ali. La specie non presenta un accentuato dimorfismo sessuale e i due sessi sembrerebbero praticamente identici se non fosse per il fatto che la femmina è leggermente più grande del maschio. Il piumaggio presenta una combinazione di tonalità molto complesse che rende questo uccello tra i più belli della sua famiglia. La parte superiore del corpo è bruno-rossiccia, la testa è grigia, il ventre è picchiettato di scuro, mentre le ali presentano la parte finale nera. La coda è rossiccia. Il becco possente e arcuato è giallo con la punta nera. I giovani si distinguono per la coda che è meno forcuta rispetto a quella degli adulti e per i colori meno accesi. Si tratta di una specie molto pigra che tende a derubare gli altri uccelli delle prede e del nido. La specie presenta solo due sottospecie: il milvus milvus fasciacauda e il milvus milvus milvus.

Habitat naturale e distribuzione

Il nibbio reale ha una distribuzione molto vasta. E’ presente in tutta l’Europa occidentale, in Asia e nell’Africa mediterranea. In Europa lo si può incontrare facilmente in Germania, Spagna e Francia che rappresentano l’areale di riproduzione della specie. In Italia lo si può avvistare in Sicilia, in Sardegna, in Basilicata e lungo tutto l’Appennino meridionale. Il suo habitat naturale è costituito da boschi, foreste di latifoglie e pianure. Caccia per lo più in spazi aperti e erbosi come i terreni coltivati e i pascoli. Negli ultimi tempi, la progressiva diminuzione degli habitat naturali hanno spinto il nibbio reale a ridosso dei centri abitati, nei pressi di discariche e nelle zone più periferiche delle città. Predilige gli ambienti temperati caratterizzati da un clima di tipo mediterraneo. Riesce comunque ad adattarsi bene anche a climi differenti, stazionando tanto in ambienti aridi quanto in quelli umidi. Per la costruzione del nido predilige le foreste, al di sopra dei territori di caccia. La caccia avviene in zone aperte come le brughiere, le steppe e le pianure incolte.

Riproduzione

La stagione degli amori per il nibbio reale coincide con l’arrivo della primavera. Si tratta di una specie monogama. Nelle tribù migratrici le coppie si formano ex novo ogni anno e restano insieme per una o più stagioni di riproduzione. Gli esemplari appartenenti alle popolazioni sedentarie, invece, si scelgono una compagna con cui trascorrono tutta la vita. La nidificazione si ha tra aprile e giugno. Il nido viene localizzato sui rami più alti degli alberi ed è costruito con rametti intrecciati e foglie. In genere, però, il nibbio reale non si costruisce un nido, ma utilizza quelli di altri rapaci scacciandoli. Le coppie tendono ad utilizzare per più anni consecutivi lo stesso nido, o a costruirne uno nuovo in prossimità di quello vecchio. In media vengono deposte tre uova che non si schiudono contemporaneamente. La cova è affidata esclusivamente alla femmina e dura circa 4 settimane. Il maschio, in questa fase, ha il compito di nutrire la femmina. Le uova del nibbio reale hanno il guscio bianco con striature brune. I piccoli appena nati dipendono in tutto dai genitori che li accudiscono e li alimentano. I piccoli diventano completamente autosufficienti solo dopo 4 mesi, anche se imparano a volare a sette settimane. La femmina del nibbio reale compie un’unica covata all’anno e solo in caso di perdita della prima nidiata ne viene effettuata una seconda.

Abitudini e alimentazione

Il nibbio reale come tutti i rapaci è una specie carnivora. La sua alimentazione è costituita principalmente da mammiferi, altri uccelli, pesci e carogne. Non possiede nè un volo molto veloce né zampe e becco possenti, quindi difficilmente cattura prede vive che non siamo topi e piccoli mammiferi o uccelli. Solitamente avvista le sue prede dall'alto e poi si fionda su di esse afferrandole con le zampe. Il becco è utilizzato per sventrare le prede. Il nibbio reale è molto opportunista nella ricerca del cibo e non disdegna di nutrirsi anche di rifiuti trovati nelle discariche o di derubare delle proprie prede uccelli più piccoli come le cornacchie e altri rapaci. Si tratta di una specie migratrice parziale che si sposta tra marzo e aprile e tra settembre e ottobre, svernando nei territori più a sud del suo areale. Il nibbio reale è una specie a rischio. Le principali minacce per la sopravvivenza della specie sono rappresentate dalla caccia da parte dell’uomo e dalla progressiva distruzione degli habitat naturali e di nidificazione a causa dell’urbanizzazione massiccia del territorio e della deforestazione.

Domande frequenti

  • Come riconoscere il nibbio reale dal nibbio bruno durante il volo?
    La distinzione principale risiede nella forma della coda: il nibbio reale presenta una coda chiaramente biforcuta, simile a quella del rondone, che gli permette di manovrare agilmente. Al contrario, il nibbio bruno ha la coda quasi dritta o leggermente arrotondata. Inoltre, osservando il nibbio reale in volo, si nota una distintiva macchia biancastra sulla parte inferiore delle ali, assente nel suo parente più piccolo. Anche le dimensioni aiutano: il nibbio reale è più grande, raggiungendo i 60 cm di lunghezza e un'apertura alare di 1,5 metri, contro i 50 cm e 1,2 metri del nibbio bruno.
  • Cosa mangia il nibbio reale e come si procura il cibo?
    È un rapace onnivoro e opportunistico, con una dieta varia che include mammiferi piccoli (come topi), uccelli, pesci, anfibi e, soprattutto, carogne. A differenza di molti altri rapaci, non è un cacciatore aggressivo di prede grandi; preferisce avvistarle dall'alto e catturare animali già indeboliti o morti. È noto per essere un ladro di cibo: spesso deruba altri uccelli, come cornacchie o persino rapaci più piccoli, costringendoli a rigettare le loro prede. Inoltre, negli ultimi decenni, molti esemplari si sono abituati a nutrirsi di rifiuti nelle discariche urbane, adattandosi agli ambienti antropizzati.
  • Dove costruisce il nido il nibbio reale e quando avviene la riproduzione?
    La nidificazione avviene generalmente tra aprile e giugno. Il nibbio reale predilige alberi alti, specialmente nelle foreste di latifoglie vicine ai suoi territori di caccia. Una caratteristica curiosa è la sua 'pigrizia' edilizia: spesso non costruisce un nido da zero, ma occupa e riadatta nidi abbandonati di altri rapaci, scacciandone i proprietari originali. Se deve costruire, usa rametti e foglie. La coppia tende a usare lo stesso nido per anni, ingrandendolo progressivamente. La femmina depone in media tre uova bianche con striature brune, covandole da sola per circa quattro settimane mentre il maschio la nutre.
  • Qual è lo stato di conservazione del nibbio reale e quali sono le minacce principali?
    Il nibbio reale è considerato una specie a rischio, con popolazioni in declino in molte aree europee. Le principali minacce derivano dall'attività umana: la distruzione degli habitat naturali dovuta alla deforestazione e all'intensificazione agricola riduce i siti di nidificazione e caccia. L'urbanizzazione massiccia frammenta il territorio. Un altro fattore critico è la caccia illegale o accidentale, nonché l'avvelenamento dovuto all'uso di pesticidi e rodenticidi nei campi. Nonostante sia protetto, la perdita di biodiversità e la trasformazione del paesaggio rurale continuano a mettere sotto pressione questa specie, rendendo necessarie azioni di conservazione mirate.
  • In Italia dove si può osservare il nibbio reale?
    In Italia, il nibbio reale non è uniforme su tutto il territorio nazionale. Le popolazioni stabili si trovano prevalentemente nel Sud Italia e nelle isole maggiori. È possibile avvistarlo regolarmente in Sicilia, in Sardegna e lungo l'Appennino meridionale, incluse alcune zone della Basilicata. Queste regioni offrono gli habitat misti di boschi e pianure aperte che la specie predilige. Nel Nord Italia la presenza è molto più rara e frammentata, limitandosi spesso a transitori o a singoli individui dispersi, poiché l'areale di riproduzione stabile si concentra maggiormente nelle aree mediterranee e occidentali dell'Europa.

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