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Airone cenerino

Aggiornato il 24 ottobre 20124 capitoli5 domande frequenti
Airone cenerino

Caratteristiche

L’airone cenerino è un grosso uccello appartenente alla famiglia degli Ardeidi, tipico delle regioni del Vecchio Continente. L’airone cenerino conta tre diverse sottospecie: l’Ardea Cinerea cinerea, l’Ardea Cinerea Firasa e l’Ardea Cinerea Jouvi. Gli esemplari adulti possono raggiungere il metro di statura con un’apertura alare di 1,70 metri. Deve il suo nome alla colorazione del piumaggio che è grigio cenere sulla parte superiore e bianco sulla pancia. Gli esemplari adulti presentano anche piume nere sul collo e una sorta di fascia nera che parte dalla parte superiore dell’occhio. Il becco è lungo e appuntito e serve per trafiggere i pesci di cui si ciba. Le zampe sono lunghe e sottili e tendono al marrone. Unitamente al collo lungo e slanciato, zampe e becco conferiscono all'airone un aspetto elegante e fiero. Maschi e femmine sono pressoché uguali ed è impossibile distinguere il sesso dall'aspetto esteriore. Quando volano tengono il collo piegato ad S come tutti gli aironi e il battito d’ali è lento e profondo. Si nutrono principalmente di pesci, rane, bisce, girini e piccoli mammiferi. La tecnica utilizzata per la caccia è molto particolare: l’airone, infatti, cammina lentamente nell'acqua e quando trova il posto giusto, si immobilizza aspettando il momento opportuno per afferrare la preda con il becco appuntito grazie ad un velocissimo movimento del collo. Una volta afferrato il pesce con il becco lo lancia in aria e lo ingoia dalla testa per evitare di ferirsi con le squame.

Habitat naturale e distribuzione

L’airone cenerino è un volatile originario delle zone temperate dell’Europa, anche se non è raro che si spinga molto a nord fino a raggiungere le coste della Norvegia e il Circolo Polare Artico. Si trova principalmente in Europa, in Africa, nell'Asia occidentale e orientale e in Madagascar. Il suo habitat naturale è costituito dalle pianure, dai boschi di alberi di alto fusto come pioppi e salici, ma, spesso lo si incontra anche oltre i 2000 metri di altezza. In Italia vive principalmente in Pianura Padana, in Lombardia, in Piemonte, in Veneto, in Toscana, lungo tutto il corso del Tevere e in tutte quelle zone dove abbondano risaie e paludi. Predilige le zone umide, caratterizzate dalla presenza di corsi d’acqua dolce poco profondi, cave d’argilla e aree lagunari dove trova abbondanza di pesci che rappresentano la base della sua dieta quotidiana. Non è una specie migratoria quindi tende a vivere per tutta la vita nello stesso posto. Si tratta di un uccello gregario che nidifica in colonie che sono dette garzaie e che vengono usate per anni.

Riproduzione

L’airone cenerino comincia a costruire il nido nel mese di febbraio per deporre le uova intorno alla prima metà di marzo. La femmina prepara il nido con canne e rami secchi che gli vengono offerti dal maschio nel periodo del corteggiamento. Il corteggiamento, infatti, culmina con una suggestiva ‘danza nuziale’ costituita da inchini e inviti e che si conclude con il dono da parte del maschio del primo ramoscello per il nido. In genere vengono deposte circa 5 uova che la femmina e il maschio covano per 25 giorni. Una volta nati i piccoli aironi restano nel nido per due mesi e vengono nutriti dai genitori con prede predigerite da loro. A due mesi sono ormai autonomi e lasciano il nido. Il tasso di mortalità dei pulcini e molto alto e il 70% di essi non raggiunge i sei mesi di vita. Se riescono a sopravvivere, però, possono vivere anche fino a venticinque anni. I nidi vengono costruiti in cima ad alberi alti come salici e pioppi, anche se all'occorrenza può capitare di trovare nidi su canneti o alberi bassi. Nidificano principalmente nelle regioni dell’Europa settentrionale dove spesso le rigide temperature invernali decimano la prole. Nonostante l’alto tasso di mortalità, l’airone cenerino è comunque l’airone più diffuso nell'Europa nord-occidentale.

Sopravvivenza della specie

L’airone cenerino è una specie a forte rischio estinzione. In Italia la sua sopravvivenza è messa in pericolo dal progressivo inquinamento delle acque e dalla distruzione del loro habitat naturale costituito principalmente da boschi con alberi d’alto fusto, risaie, paludi, canneti e aree lacustri. A causa della diffusione della tecnica della coltivazione del riso all'asciutto, infatti, sono quasi scomparsi dalla Pianura Padana, dove nei decenni scorsi vivevano nutrite colonie di aironi cenerini. Altre minacce sono rappresentate dal bracconaggio e dall'abbattimento degli alberi su cui nidificano. Dal 1977 l’airone è entrato a far parte delle specie protette ed è proibito cacciarlo e abbattere alberi utilizzati per la nidificazione. L’airone cenerino, infatti, insieme alla gru e a tutti gli altri uccelli in via di estinzione è protetto dalla legge sulla caccia 157/92. Per proteggerne l’habitat e l’areale di nidificazione, inoltre, sono state istituite la Convenzione di Ramsar e le IBA (Aree importanti per gli uccelli), le ZPS (zone di protezione speciale e i Sic (Siti d’importanza comunitaria) per tutelare la sopravvivenza di questi uccelli in Italia e in Europa.

Domande frequenti

  • Cosa mangia esattamente l'airone cenerino e come cattura le prede?
    L'airone cenerino è un carnivoro che si nutre prevalentemente di pesci, ma integra la dieta con rane, bisce, girini e piccoli mammiferi. La sua tecnica di caccia è unica: cammina lentamente nelle acque basse e rimane immobile finché non individua una preda. A quel punto scatta con un movimento rapidissimo del collo, trafiggendo la vittima con il becco appuntito. Un dettaglio interessante è che, dopo aver catturato il pesce, l'airone lo lancia in aria per ingoiarlo dalla testa verso la coda; questa manovra evita che le spine dorsali o le squame gli feriscano l'esofago durante la deglutizione.
  • È vero che l'airone cenerino migra ogni anno?
    No, l'airone cenerino non è una specie migratoria. È un uccello stanziale che tende a rimanere nello stesso territorio per tutta la vita, purché le condizioni ambientali lo permettano. Trova riparo e cibo nelle zone umide, come fiumi, laghi, risaie e paludi, anche in climi freddi. Tuttavia, la sua distribuzione geografica è vasta: pur essendo originario delle zone temperate europee, può spingersi a nord fino al Circolo Polare Artico o trovarsi in Africa e Asia. La stabilità del suo habitat è fondamentale per la sua sopravvivenza, dato che non compie spostamenti stagionali lunghi.
  • Quali sono le principali minacce alla sopravvivenza di questa specie?
    La specie affronta gravi rischi dovuti principalmente alla distruzione e al degrado del suo habitat naturale. L'inquinamento delle acque dolci e la scomparsa delle zone umide, come paludi e canneti, riducono drasticamente la disponibilità di cibo. In Italia, la transizione verso la coltivazione del riso 'all'asciutto' ha eliminato molti ambienti acquatici necessari alla caccia. Altre minacce includono il bracconaggio illegale e l'abbattimento degli alberi ad alto fusto, essenziali per la costruzione dei nidi nelle garzaie. Nonostante sia una specie protetta dalla legge italiana (Legge 157/92), queste pressioni antropiche continuano a mettere a repentaglio le popolazioni locali.
  • Come avviene la riproduzione e qual è il tasso di mortalità dei piccoli?
    La stagione riproduttiva inizia a febbraio con la costruzione del nido, fatto di canne e rami, mentre le uova vengono deposte a marzo. La coppia covà per circa 25 giorni e i piccoli rimangono nel nido per due mesi, nutrendosi di prede predigerite dai genitori. Purtroppo, il tasso di mortalità è estremamente elevato: circa il 70% dei pulcini non supera i sei mesi di vita, specialmente nelle regioni settentrionali dove il clima rigido incide sulle sopravvivenza. Tuttavia, se un individuo riesce a superare questa fase critica, può raggiungere un'età avanzata, arrivando fino a 25 anni di età.
  • Dove nidifica l'airone cenerino e cosa sono le garzaie?
    L'airone cenerino è un uccello gregario che nidifica in colonie chiamate 'garzaie'. Questi siti di riproduzione vengono utilizzati per anni consecutivi dallo stesso gruppo di uccelli. I nidi sono solitamente posizionati in cima ad alberi ad alto fusto, come salici e pioppi, ma possono essere costruiti anche su canneti o alberi più bassi se necessario. Le garzaie sono cruciali per la sicurezza della specie, offrendo protezione contro i predatori terrestri. La conservazione di questi siti naturali è vitale, tanto che leggi specifiche proteggono non solo gli uccelli, ma anche gli alberi su cui nidificano, impedendone l'abbattimento.

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