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assiolo

Aggiornato il 04 luglio 20134 capitoli5 domande frequenti
assiolo

Caratteristiche

L’assiolo è un piccolo uccello della famiglia degli stringidi. E’ la specie più piccola della famiglia, insieme alla civetta nana. Gli adulti raggiungono in media i 20 centimetri di lunghezza, con un’apertura alare di 50 centimetri. L’assiolo è riconoscibile grazie alle orecchie pelose che creano una sorta di cornetti attorno alla testa. Molto simile alla civetta, è caratterizzato dalla testa piccola e piatta e dal piumaggio bruno-grigiastro con frequenti macchie brune. Sul dorso sono presenti evidenti macchie bianche. Gli occhi sono arancioni tendenti al giallo, mentre la parte inferiore del corpo è caratterizzata da strisce nere. La corporatura è robusta, il becco, anch’esso grigiastro, è corto e uncinato. La coda è corta e le zampe sono dotate di artigli. Tutto nell’aspetto dell’assiolo è funzionale alla necessità di mimetizzarsi con le cortecce degli alberi, dove trascorre gran parte della sua giornata. La specie non presenta dimorfismo sessuale, eccetto per il fatto che la femmina è generalmente più grande del maschio. Il suo canto è caratterizzato da suoni quali “dju” e “chiù”. E’ di tipo nasale e non è molto forte. Femmine e maschi spesso cantano insieme. Attualmente sono state individuate 5 sottospecie: l’Assiolo delle Cicladi, l’Assiolo di Cipro, l’Assiolo di Maiorca, l’Assiolo del Kazakistan e l’Assiolo Turanicus, tipico del Medio Oriente.

Habitat naturale e distribuzione

L’assiolo è una specie caratteristica delle regioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Lo si trova principalmente in Spagna, Croazia, Turchia, Francia e Italia. In Africa è tipico delle regioni settentrionali ad eccezione della Libia e dell’Egitto. La sua presenza si è diradata nelle regioni dell’Europa centrale, come la Svizzero o l’Austria, dove un tempo era molto diffuso. Nei periodi di cova si possono avvistare anche in Germania. Il suo habitat naturale è costituito da ambienti aperti e poveri di vegetazione come gli uliveti, le pinete, le radure di frassini, i boschi e le campagne alberate. Si possono trovare anche nei boschi di castagno e nei parchi pubblici cittadini. Non teme la presenza dell’uomo e quindi non è raro incontrarli anche nei cimiteri o in qualche parcheggio. Non ama gli spazi chiusi e caratterizzati da fitta vegetazione. Si tratta di una specie migratrice e nei mesi invernali tende a svernare nelle savane africane. Trascorre gran parte della sua giornata sui rami degli alberi.

Riproduzione

Gli assioli sono una specie monogoma, il che significa che le coppie si formano in primavera e restano insieme per tutto il periodo della riproduzione. La maturità sessuale viene raggiunta a dieci mesi. La stagione degli amori va da maggio a giugno. I nidi vengono costruiti nelle caverne, nei buchi degli alberi o in qualche edificio abbandonato. In alcuni casi possono usare anche i nidi abbandonati da altre specie come le gru e le gazze. La femmina in media depone dalle tre alle cinque uova che vengono covate per circa quattro settimane. I piccoli restano nel nido per ventuno giorni e sono nutriti e protetti da entrambi i genitori. Procurare il cibo per i piccoli è compito del maschio, mentre, la femmina li accudisce. Continuano a essere nutriti e accuditi dai genitori ancora per un mese e poi abbandonano definitivamente il nido. I piccoli tendono a riposare stretti gli uni agli altri sullo stesso ramo, vicino al tronco.

Abitudini e alimentazione

L’assiolo è un uccello insettivoro. La sua dieta si basa principalmente su insetti quali cicale, cavallette e maggiolini, ma, non disdegna anche invertebrati e molluschi come vermi e lombrichi. Se necessario caccia anche altri uccelli, topi e rospi. La tecnica di caccia è molto particolare: l’assiolo adocchia la preda dall’alto, l’afferra e poi la sbatte al suolo più volte. Gli uccelli, invece, vengono catturati con la tecnica del magnetismo degli occhi. L’assiolo fissa insistentemente gli uccelli inducendoli ad avvicinarsi, proprio come fanno le civette e i gufi con le allodole. Si tratta di una specie crepuscolare e solitaria. L'assiolo è attivo soprattutto di notte, con due fasi di attività distinte. La prima va dal tramonto alla mezzanotte e la seconda fino alle due di notte, quando poi viene attivata la fase di pausa che dura fino al tramonto del giorno successivo. All'alba l’assiolo fa ritorno al rifugio e vi trascorre tutta la giornata. E’ una specie solitaria che tende a vivere da sola o al massimo a formare dei piccoli gruppi. Il suo volo di perlustrazione è silenzioso. In caso di pericolo gli assioli tendono a immobilizzarsi per mimetizzarsi con la vegetazione e con le cortecce degli alberi. Attendono l’avvicinarsi del nemico e poi spiccano il volo. Se non ha a disposizione delle vie di fuga, allora diventa aggressivo e comincia a soffiare, a battere il becco e a sgranare gli occhi, preludio quasi sempre di un attacco a colpi di becco e artigli. Non si tratta di una specie a rischio sopravvivenza, ma, negli ultimi decenni è stata registrata una diminuzione della popolazione nelle regioni europee dovuta principalmente alla progressiva riduzione degli habitat naturali.

Domande frequenti

  • Come posso riconoscere un assiolo distinguendolo da altre civette?
    L'assiolo si distingue facilmente per le sue dimensioni ridotte, arrivando a soli 20 cm di lunghezza, e per le caratteristiche orecchie pelose che formano cornetti sulla testa. Il suo piumaggio è bruno-grigiastro con macchie bianche sul dorso e strisce nere sul ventre, perfetto per mimetizzarsi con la corteccia degli alberi. A differenza di molte altre civette, non presenta differenze visibili tra maschio e femmina, se non per la taglia leggermente maggiore della femmina. Inoltre, il suo canto nasale, composto da suoni come "dju" e "chiù", è unico e spesso eseguito in duetto dalla coppia.
  • Cosa mangia l'assiolo e come caccia le sue prede?
    Essendo un uccello insettivoro, la dieta dell'assiolo si basa principalmente su cicale, cavallette, maggiolini, vermi e lombrichi. In mancanza di questi, può cacciare piccoli mammiferi, anfibi o altri uccelli. Utilizza tecniche di caccia specifiche: per gli insetti e i piccoli animali, li afferra e li sbatte al suolo più volte per renderli inoffensivi. Per gli uccelli, applica una strategia affascinante chiamata "magnetismo degli occhi": fissa intensamente la preda finché questa, ipnotizzata, si avvicina pericolosamente, permettendo all'assiolo di coglierla di sorpresa.
  • Dove vive l'assiolo e in quali ambienti è facile trovarlo?
    L'assiolo predilige ambienti aperti e poveri di vegetazione fitta, tipici delle regioni mediterranee come uliveti, pinete, radure di frassini e campagne alberate. È sorprendentemente adattabile e non teme la presenza umana, tanto da frequentare parchi pubblici, cimiteri e persino parcheggi. Tuttavia, evita le zone con folta vegetazione o spazi chiusi. Durante l'inverno, migra verso le savane africane, mentre in Europa rimane presente soprattutto nelle aree meridionali e costiere, mostrando una tendenza a diradarsi nell'Europa centrale.
  • Quali sono le abitudini notturne e di riposo dell'assiolo?
    Si tratta di una specie crepuscolare e notturna, attiva in due fasce principali: dal tramonto alla mezzanotte e nuovamente fino alle due di notte. Durante il giorno, l'assiolo rimane nascosto e immobile sui rami degli alberi, sfruttando il suo mimetismo per passare inosservato. Il suo volo è silenzioso, ideale per la caccia. In caso di pericolo, la prima reazione è l'immobilità; se non ci sono vie di fuga, può diventare aggressivo, soffiando e minacciando con il becco aperto e gli occhi sgranati prima di attaccare o volare via.
  • Come avviene la riproduzione dell'assiolo?
    L'assiolo è una specie monogama: le coppie si formano in primavera e collaborano nella cura della prole. La femmina depone tra le tre e le cinque uova in tane, buchi d'albero o nidi abbandonati da altri uccelli, covandole per circa quattro settimane. Entrambi i genitori partecipano all'accudimento: il maschio procura il cibo mentre la femmina resta nel nido a proteggere i piccoli. I pulcini lasciano il nido dopo ventuno giorni, ma continuano a dipendere dai genitori per un altro mese prima di diventare indipendenti.

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