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balestruccio

Aggiornato il 07 agosto 20134 capitoli5 domande frequenti
balestruccio

Caratteristiche

Il balestruccio è un piccolo uccello appartenente alla stessa famiglia delle rondini a cui assomiglia molto nell’aspetto e nelle abitudini. E’ un volatile di piccole dimensioni e gli esemplari adulti arrivano a misurare appena 15 centimetri di lunghezza, per un peso di non più di 25 grammi e un’apertura alare di 11 centimetri. Il piumaggio del balestruccio è caratterizzato dall’alternanza di due colori principali, il nero e il bianco. Il nero caratterizza la parte superiore del corpo e quindi la testa, le ali, la coda e il dorso, mentre la parte inferiore, il groppone e la coda sono bianchi. Come nelle rondini, la coda è corta e biforcuta. Il corpo è affusolato, le gambe sono corte e coperte di piume bianche, il becco è nero, corto e appuntito, adatto per catturare gli insetti in volo. Le ali sono ampie e appuntite e quando è l’uccello è in volo formano una sorta di balestra, da cui deriva il nome della specie. Il balestruccio non presenta uno spiccato dimorfismo sessuale, ma, i due sessi appaiono per lo più identici. I giovani della specie, invece, presentano una colorazione meno brillante rispetto agli adulti.

Habitat naturale e distribuzione

L’areale di diffusione del balestruccio è molto ampio e comprende l’Europa, gran parte dell’Asia (comprese Siberia e Giappone) e le regioni dell’Africa mediterranea. Il suo habitat naturale è costituito principalmente da campi coltivati, campagne e centri abitati. E’ molto diffuso nelle città e nei villaggi dove trova più facilmente da mangiare e riesce a individuare luoghi propizi per la nidificazione. Difficilmente si allontana dai nuclei urbani dove non teme la vicinanza con l'essere umano. Il balestruccio è un uccello migratore, quindi trascorre l’estate nelle regioni Euroasiatiche, mentre in inverno si sposta verso i territori più caldi dell’Africa. In Italia il balestruccio si può incontrare in primavera e in estate. Resta nella penisola fino ad ottobre e poi riparte per lidi meno freddi. Nidifica in gran parte delle regioni italiane.

Riproduzione

La stagione degli amori per il balestruccio coincide con l’arrivo della primavera. Trattandosi di una specie gregaria, anche, nel periodo degli amori le coppie tendono a restare in gruppo e a nidificare in colonie numerose. Il periodo della riproduzione va da marzo a luglio. Il nido viene costruito sotto i cornicioni, le grondaie e i tetti delle case. In alcuni casi possono essere costruiti anche sotto ponti di cemento o all’interno di anfratti rocciosi. I nidi vengono costruiti con piccole sfere di fango che sono tenute insieme con la saliva. I balestrucci impiegano circa 12 giorni per costruire il nido e lo utilizzano per le due covate estive. I nidi sono costruiti vicino a quelli di altre coppie. All’interno sono foderati con fieno e piume. I nidi di balestruccio hanno una forma sferica e vi si accede da un unico ingresso superiore o laterale a differenza di quelli delle rondini che, pur essendo costruiti con il fango, hanno la forma di una coppa aperta. In genere la femmina depone dalle tre alle cinque uova. Le uova di questo uccello presentano il guscio bianchissimo e brillante. La cova è affidata a entrambi i genitori e dura all’incirca due settimane. Le deposizioni avvengono tra i mesi di maggio e giugno. Una volta nati i piccoli sono ciechi e ricoperti da una specie di lanugine. Vengono accuditi e nutriti dai genitori per circa un mese, poi, lasciano il nido.

Abitudini e alimentazione

Il balestruccio è un uccello insettivoro, il che significa che la sua dieta si compone principalmente di insetti. Questo uccelli si nutre quasi esclusivamente di piccoli insetti che vengono catturati in volo. Per riuscire a sopravvivere tende a cacciare più in alto rispetto alle rondini. Il volo del balestruccio è molto alto e ricco di volteggi. Quando si riposa, evita di posarsi sui rami, ma, preferisce fermarsi sui cornicioni, sui fili della corrente o su qualche roccia appuntita. Scende raramente al suolo e quando lo fa è solo per andare a caccia di insetti. Il suo richiamo è molto soffuso e dolce. E’ una specie molto socievole e gregaria e gli esemplari tendono a vivere sempre in gruppo, anche nel periodo della riproduzione, e a spostarsi in grossi stormi. Non ha paura dell’uomo e quindi non è insolito vedere esemplari della specie nelle città e a ridosso dei centri abitati. Si tratta di una specie a rischio estinzione in molti stati e per questo è severamente vietata l’uccisione e il prelievo in natura. E’ vietato anche distruggere i nidi anche se sono stati costruiti nelle grondaie, nei sottotetti o all’interno di balconi. In molte regioni italiane sono state emanate dello ordinanze per vietare la distruzione dei nidi di questi volatili. Tra le principali minacce per la sopravvivenza della specie ci sono l’utilizzo massiccio di insetticidi che limitano di molto la loro possibilità di trovare da mangiare, la progressiva distruzione degli habitat naturali e degli areali di riproduzione. Le costruzioni moderne, infatti, presentano facciate troppo lisce e levigate che offrono ben pochi appigli per la costruzione dei nidi.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il nido del balestruccio e quello della rondine?
    La distinzione strutturale è netta: il nido del balestruccio ha una forma sferica chiusa, simile a una pallina di fango tenuta insieme dalla saliva, con un unico ingresso laterale o superiore. Al contrario, il nido della rondine è aperto a forma di coppa o scodella. Entrambi li costruiscono utilizzando fango, spesso posizionandoli sotto cornicioni, grondaie o ponti, ma la geometria del manufatto permette di distinguere immediatamente le due specie senza confusione.
  • È legale distruggere un nido di balestruccio trovato sul balcone o sotto la grondaia?
    No, è assolutamente illegale. Il balestruccio è una specie protetta e la sua uccisione o il prelievo in natura sono severamente vietati. Allo stesso modo, la distruzione dei nidi, anche se costruiti in aree private come balconi o sottotetti, è proibita dalla legge. Molte regioni italiane hanno emanato ordinanze specifiche per tutelare queste colonie. Rimuovere o danneggiare un nido attivo comporta sanzioni penali; è necessario convivere con la presenza dell'uccello o attendere che lasci il nido dopo la stagione riproduttiva.
  • Cosa mangia esattamente il balestruccio e perché è importante per l'ecosistema urbano?
    Il balestruccio è un insettivoro stretto: la sua dieta si compone quasi esclusivamente di insetti catturati in volo, come zanzare, moscerini e altri piccoli artropodi. A differenza delle rondini che cacciano più in basso, il balestruccio tende a volare più in alto, compiendo acrobazie aeree per intercettare le prede. Questa abitudine lo rende un efficace controllore biologico naturale degli insetti, riducendo la necessità di interventi chimici negli ambienti urbani e agricoli dove nidifica.
  • Perché il balestruccio sta diminuendo di numero e quali sono le sue principali minacce?
    La specie è considerata a rischio in molti paesi a causa di tre fattori principali. Primo, l'uso massiccio di insetticidi e pesticidi riduce drasticamente la disponibilità di cibo. Secondo, la perdita di habitat naturali e la trasformazione dei paesaggi rurali. Terzo, l'architettura moderna presenta facciate lisce e prive di appigli, rendendo difficile la costruzione dei nidi in fango. Questi elementi combinati stanno causando un declino demografico significativo, nonostante l'uccello sia abituato a vivere vicino agli esseri umani.
  • Quando posso osservare il balestruccio in Italia e cosa succede durante l'inverno?
    In Italia il balestruccio è presente prevalentemente in primavera ed estate, arrivando verso marzo-aprile e rimanendo fino a ottobre-novembre. È un uccello migratore: trascorre la bella stagione nelle regioni euroasiatiche per riprodursi, formando spesso grandi colonie, e in autunno intraprende un lungo viaggio verso i territori più caldi dell'Africa subsahariana per superare l'inverno. Quindi, vederlo in Europa solo nei mesi caldi è comportamento naturale e previsto dal ciclo biologico della specie.

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