Cardellino

Caratteristiche

Il Carduelis carduelis, meglio noto come cardellino, è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia dei fringillidi. Questo piccolo uccellino, grande appena 12 centimetri, deve il suo nome alla pianta del cardo dei cui semi è molto ghiotto e che rappresentano la base della sua alimentazione. Caratteristiche distintive dei cardellini sono la tipica macchia rossa presente sul capo e l’ampia barra alare gialla. La nuca è nera come la coda e le ali, le guance, invece, sono bianche. Il piumaggio sul resto del corpo è nelle varie tonalità del marrone. Non si notano grosse differenze tra i due sessi, esistono, però, numerose varianti della specie originaria create in cattività dall’uomo. Tra le varietà più diffuse ci sono: il cardellino giallo, quello bruno, l’eumo, il lutino e il cardellino agata. Altra caratteristica distintiva del cardellino è la melodia del suo canto, detto trillo, che lo rende uno degli uccelli più ricercati e più allevati in Europa. Ha un volo molto ondulato e si sposta solitamente in piccoli gruppi. I cardellini si nutro principalmente dei semi di cardo e di girasole che raccolgono direttamente dalle piante ancora allo stato lattiginoso. Nel periodo riproduttivo non disdegnano piccoli invertebrati come ad esempio gli afidi delle rose che gli garantiscono l'apporto proteico di cui hanno bisogno. Non disdegnano neanche i semi di acetosa, di cicoria, di romice, di senecio, di tarassaco e di crespigno, la frutta e qualche insetto. Non è raro vedere questi uccelli appesi anche a testa in giù sui rami alla ricerca di cibo.
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Specie e sottospecie

coppia cardellini I cardellini si dividono in diverse specie. C’è il carduelis carduelis carduelis, o cardellino comune, che vive principalmente nelle regioni dell’Europa continentale. Il suo areale va dai Pirenei agli Urali. Lo si trova anche nella Penisola Scandinava. Il cardellino balcanico, invece, vive nelle regioni della Penisola Balcanica fino alla Romania. Il cardellino brevirostris vive in Crimea, sui Monti del Caucaso, in Turchia e in Iran. Il cardellino britannico è originario della Gran Bretagna, delle isole Normanne e dell’Olanda. Il cardellino loudoni vive, invece, in Azerbaijan, in Iran e nelle regioni medio orientali, fino al Mar Caspio. Il cardellino maggiore che è la specie più grande con i suoi 15,5 centimetri e vive ad est degli Urali. Il cardellino Niediecki vive in Anatolia, in Iraq, in Egitto e lungo le coste del Medio Oriente. Ci sono infine il cardellino Parva e il Tschusii che con i loro 12 centimetri di lunghezza dalla testa alla coda,sono le due specie più piccole. Vivono principalmente nella Penisola Iberica e nelle regioni dell’Italia meridionale e insulare.

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Habitat naturale

e distribuzione

I cardellini vivono nelle zone temperate dell'Europa e dell'Africa nord occidentale. Si tratta di un uccello molto comune in Italia, dove lo si può trovare nelle campagne e nei parchi e ovunque ci siano gruppi di alberi su cui potersi rifugiare e dove trovare da mangiare. Nelle regioni dell’Italia meridionale sono per lo più stanziali, mentre, gli esemplari che vivono nelle regioni più settentrionali e fredde tendono a migrare a sud in inverno. Il periodo di migrazione va da ottobre a novembre. In Campania i cardellini sono presenti nel Parco Nazionale del Cilento e in quello del Vesuvio. Il cardellino sverna in mezzo ai campi coltivati, dove rimane fino a febbraio inoltrato quando iniziano a formarsi le coppie che poi andranno a riprodursi. Una volta formate le coppie, queste si spostano nelle campagne, dove restano fino ai primi di settembre. L’habitat naturale dei cardellini è costituito da zone alberate, trattandosi di un uccello essenzialmente arboricolo che fa fatica a spostarsi sul terreno. A terra si muove saltellando, ma preferisce spostarsi volando tra i rami bassi degli alberi. Gli alberi favoriti da questi piccoli passeriformi sono i cipressi, le robinie, gli ontani o i cespugli di alloro e ligustro. Tendono a volare da un albero all’altro in cerca di cibo


Riproduzione

La stagione degli amori per i cardellini inizia in primavera inoltrata. Di solito la coppia porta a termine tre covate nell'arco di un anno. L’incubazione delle uova da parte della femmina dura circa dodici giorni. Le uova vengono deposte due o tre giorni dopo l’ultimazione del nido. Il periodo di incubazione può variare di qualche giorno per le sottospecie che vivono nelle regioni più settentrionali. Prima di deporre le uova, la femmina prepara il nido che viene costruito su alberi frondosi, generalmente su una pianta di conifere o su qualche albero da frutto a qualche metro da suolo. Il nido è fatto con muschio, rametti e steli di erba. Il rivestimento interno è realizzato con lana, peli e foglie. Le femmine dei cardellini depongono da un minimo di due ad un massimo di sette uova di colore azzurro chiaro con macchie rosse. Durante la cova la femmina viene nutrita dal maschio. Dopo la schiusa, i piccoli restano con la madre per le prime settimane di vita. Lo svezzamento avviene dopo il 35esimo giorno e la madre comincia a nutrirli con semi immaturi e afidi. Quando i pulcini lasciano il nido, la femmina è pronta per una nuova nidiata. Appena nati, i cardellini hanno una colorazione marrone sul dorso e biancastra sull’addome, inoltre non presentano ancora la classica mascherina rossa sul viso. Il becco è rosa con la punta nera. Diventano completamente autonomi dopo circa sei settimane,anche se a due settimane cominciano già a lasciare il nido da soli. In questa fase, però, dipendono ancora dai genitori che continuano a nutrirli e a prendersi cura di loro.


Allevamento

L'allevamento dei cardellini è tra i più diffusi in Italia e in Europa. Quando si decide di allevare un cardellino bisogna scegliere con cura il posto in cui bisognerà posizionare la gabbia, poiché, si tratta di uccelli molto delicati che mal sopportano i cambiamenti bruschi di temperatura e i tassi elevati di umidità. All’esterno quindi occorrerà disporre la gabbietta lontano dalle correnti d’aria e in una posizione tale da poter beneficiare del sole durante il giorno. In un luogo chiuso, invece, potrebbe essere necessario attrezzarsi con deumidificatori e stufette. La gabbia per cardellini deve misurare all’incirca 120 centimetri di lunghezza per consentire agli occupanti di poter volare. I posatoi all’interno devono essere al massimo due e vanno posti quanto più distante possibile l’uno dall’altro. Il diametro dei posatoi deve essere diverso per mantenere in allenamento i muscoli delle zampe e delle dita. Se all’interno della gabbia ci sono due o più esemplari occorrerà prevedere una mangiatoia per ognuno per evitare che possano lottare tra di loro per il cibo e che gli esemplari più timidi rimangano senza mangiare. E’ importante eliminare qualsiasi motivo di stress per i cardellini poiché negli animali stressati si verifica un calo delle difese immunitarie con il rischio di contrarre malattie che nei casi più estremi possono condurre addirittura alla morte. I cardellini devono avere sempre a disposizione acqua fresca e pulita. Se si nota un esemplare che da segni di malessere bisogna immediatamente rimuoverlo dalla voliera per evitare che bevendo contamini l’acqua causando la diffusione di eventuali batteri anche agli altri esemplari presenti nella gabbia. I contenitori vanno lavati con del disinfettante tutti i giorni e la gabbia va pulita e spazzolata ogni settimana con del disinfettante. La base deve essere rivestita con giornali o con carta assorbente che va cambiata ogni mattina. Altro fattore fondamentale per la sopravvivenza di un cardellino in gabbia è l’alimentazione. Una dieta sbagliata può essere spesso causa dell’insorgenza di malattie, quindi bisogna fare molta attenzione alla qualità dei cibi, accertarsi che i semi non siano molli o germinati e che i pastoni di uova siano freschi.


Le principali malattie

I cardellini si adattano bene alla vita in cattività, ma, bisogna adottare tutta una serie di fondamentali accorgimenti igienici poiché si tratta di un uccello molto esposto a coccidi e ad infezioni dell’apparato gastrointestinale. Tra le malattie più diffuse tra i cardellini ci sono la coccidiosi, la colibacillosi e l’acaro rosso. La coccidiosi è causata da alcuni parassiti detti coccidi. Attacca solitamente gli esemplari più giovani e i sintomi principali sono la diarrea, il vomito, l’anoressia, la disidratazione e l’anemia. Per evitare il sopraggiungere di questa infezione sono fondamentali la pulizia della gabbia e l’igiene dei volatili. La colibacillosi, invece, è causata dal batterio dell’escherichia coli e si trasmette per via oro fecale. Anche in questo caso diventa fondamentale l’igiene e la pulizia della gabbia come metodo di prevenzione. I cardellini, poi, possono essere attaccati dall’acaro rosso che è un parassita che si attacca agli uccelli di notte e gli succhia il sangue. E’ difficile da vederlo poiché di giorno si nasconde nelle fessure della gabbia. In caso di infestazione grave può portare anche all’anemia negli adulti e uccidere i piccoli. L’acaro rosso poi può trasmettere anche malattie infettive da un uccello all’altro. Gli allevatori tendono ad utilizzare antibiotici ad ampio spettro per rinforzare i soggetti allevati e ridurre il rischio di contrarre infezioni.


Cardellino: Curiosità

sui cardellini

Alla figura del cardellino è legato un famoso mito greco, riportato da Ovidio nelle Metamorfosi, secondo cui la dea Atena avrebbe trasformato una ninfa di nome Acalante in un uccello e che questo uccello sarebbe stato proprio un cardellino. Ma i cardellini hanno ispirato più di un mito e di una leggenda. Secondo un’antica cultura pagana, il cardellino rappresentava l’anima dell’uomo che volava via dopo la morte. Stesso significato che poi è stato mantenuto nella cultura cristiana, dove, è anche il simbolo della passione di Cristo poiché, secondo una leggenda cristiana il cardellino avrebbe estratto le spine della corona che trafiggeva il Cristo Crocefisso. Sempre secondo la leggenda cristiana la macchia rossa sul muso, tipico di questo volatile sarebbe stata causata proprio dal sangue di Gesù. Il cardellino ha ispirato anche molti artisti e musicisti.


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