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Pettirosso in giardino d'inverno: come riconoscerlo e aiutarlo

Aggiornato il 09 ottobre 20264 capitoli
Perché in autunno il pettirosso si avvicina alle case

Perché in autunno il pettirosso si avvicina alle case

Il pettirosso non migra verso sud come fanno rondini e balestrucci: resta sul territorio tutto l'anno e, quando le giornate si accorciano, lascia la vegetazione più fitta per cercare cibo dove il terreno viene lavorato e resta scoperto, cioè nei giardini e negli orti di casa. È il motivo per cui te lo ritrovi a pochi passi mentre rastrelli le foglie o smuovi la terra di un'aiuola: ti segue perché il rimescolamento porta in superficie lombrichi, larve e piccoli invertebrati che nei mesi caldi trovava senza fatica. Con il freddo quella disponibilità si riduce proprio quando il consumo energetico aumenta, perché per mantenere la temperatura corporea durante le notti lunghe un pettirosso può arrivare a perdere fino al dieci per cento del proprio peso. Tutto si gioca quindi sulle riserve di grasso accumulate di giorno, e questo spiega perché un aiuto regolare iniziato in autunno vale molto più di qualche briciola offerta a gennaio, quando l'animale è già in difficoltà.

Come riconoscerlo: petto arancio, sagoma tonda, saltelli a terra

Riconoscere il pettirosso non richiede un binocolo. Si tratta di un uccello piccolo, lungo circa quattordici centimetri, con gola e petto di un arancione ruggine che sfuma nel biancastro del ventre, il dorso bruno oliva e un occhio grande e scurissimo che gli dà quell'aria attenta. Maschio e femmina hanno lo stesso piumaggio, quindi non cercare differenze nei colori: davanti a te può esserci l'uno o l'altra senza che tu possa dirlo. Nei mesi freddi la sagoma appare più arrotondata del solito, perché gonfia le penne per trattenere uno strato d'aria calda vicino al corpo. Osserva anche il comportamento, che è altrettanto riconoscibile. Il pettirosso sta spesso al suolo, si sposta con saltelli brevi, si arresta in posizione eretta sulle zampe sottili e scatta sulla preda appena la individua. È una specie solitaria e territoriale: in inverno difende la propria area dagli altri individui della sua specie, canta anche nelle giornate corte e lo sentirai spesso al crepuscolo. Se ne vedi due che si fronteggiano con il petto bene in mostra, non stai assistendo a un corteggiamento ma a una disputa di confine, e di solito uno dei due si allontana in fretta.

Cosa offrirgli da mangiare e cosa evitare

Per aiutarlo davvero punta su alimenti grassi e su frutta morbida, che danno molte calorie e richiedono poca energia per essere digeriti. Funzionano i semi di girasole, i grassi animali non salati e soprattutto le mele e le pere ammaccate o troppo mature, tagliate a fettine e lasciate a terra; se vuoi variare, aggiungi qualche mirtillo, pezzetti di fragola o uvetta tenuta a bagno nell'acqua per ammorbidirla. Ricordati anche dell'acqua da bere: una ciotola bassa, cambiata ogni giorno e liberata dal ghiaccio nelle mattine gelate, serve al pettirosso quanto il cibo, perché un piumaggio pulito e in ordine è ciò che lo isola dal freddo. Evita i cibi salati o aromatizzati, gli avanzi cotti e conditi della tua cucina e le porzioni abbondanti destinate a marcire sotto la pioggia: meglio poco cibo fresco ogni giorno, sempre nello stesso punto e più o meno alla stessa ora, perché questi uccelli imparano con rapidità le abitudini di casa. Se hai spazio e un po' di pazienza, metti a dimora arbusti da bacca come biancospino, prugnolo o agrifoglio: in qualche stagione diventeranno una fonte di cibo naturale che si rinnova da sola, senza che tu debba intervenire.

Dove mettere il cibo e come proteggerlo dai gatti

La posizione del cibo conta quanto il cibo stesso. Il pettirosso si alimenta volentieri al suolo, su un vassoio piatto o su un tavolino basso, quindi non ti serve una mangiatoia elaborata: serve che il punto di pasto sia a pochi metri da una siepe, da un cespuglio o da un albero, così da garantirgli un rifugio immediato se compare un pericolo. Tieni la postazione lontana dalle grandi vetrate, contro cui gli uccelli rischiano di sbattere in volo, e scegli una zona riparata dal vento e dalla pioggia battente, sotto una fronda densa o una piccola tettoia, in modo che semi e frutta non si riducano in poltiglia. Resta il nodo dei predatori domestici. Se in casa o nel vicinato ci sono gatti, preferisci un'area aperta e sgombra, senza vasi, muretti o cataste di legna che consentano un avvicinamento nascosto, e valuta di sollevare il piano del cibo da terra di qualche decina di centimetri. Nelle ore in cui offri da mangiare puoi trattenere il tuo gatto in casa, che è la precauzione più efficace di tutte. Lava con una certa regolarità vassoi e ciotole con acqua calda, perché una postazione frequentata e sporca facilita la diffusione di malattie: è questa cura discreta a trasformare una visita occasionale in una presenza stabile per tutto l'inverno.

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