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pigliamosche

Aggiornato il 30 ottobre 20134 capitoli5 domande frequenti
pigliamosche

Caratteristiche

Il pigliamosche, il cui nome scientifico è Muscicapa striata, è un uccello di piccole dimensioni appartenente alla famiglia dei Muscicapidi che comprende circa 7 sottospecie. Il pigliamosche è grande in media 14 centimetri per un peso complessivo di 16 grammi e un’apertura alare di circa 27 centimetri. Assomiglia nell’aspetto ai passeracei, ma, è caratterizzato da ali e coda molto lunghe. Il piumaggio è marroncino nella parte superiore, biancastro con striature scure in quella inferiore. Le zampe sono corte e nere. Il becco è nero e appuntito. Non esiste dimorfismo sessuale e maschi e femmine appaiono pressoché identici. I pulcini hanno il piumaggio leggermente più scuro rispetto agli adulti.

Habitat naturale e distribuzione

Il pigliamosche ha un areale di distribuzione abbastanza vasto che comprende l’Europa, l’Africa mediterranea, l’Asia Occidentale e meridionale. In Italia il pigliamosche è sia nidificante che di passo. Il suo habitat naturale è costituito da foreste soleggiate, giardini, parchi e frutteti. Non amano i boschi troppo fitti, ma, prediligono gli spazi aperti con la presenza di numerosi alberi sparsi.

Riproduzione

La stagione degli amori per il pigliamosche coincide con l’arrivo della primavera e la nidificazione avviene tra metà maggio e fine luglio. Dopo l’accoppiamento la femmina costruisce il nido che ha la forma di una coppa, ma, non è raro che si serva anche di nidi artificiali o di cassette per nido. La femmina depone dalle 4 alle sei uova che vengono covate dalla femmina e dal maschio per circa due settimane. Il nido viene costruito in aree ricche di cespugli e alberi. Le uova hanno il guscio azzurro chiaro. I piccoli appena nati sono ciechi e inetti e dipendono in tutto dai genitori che li accudiscono e li nutrono fino a quando non diventano autosufficienti.

Abitudini e alimentazione

L’alimentazione del pigliamosche è composta essenzialmente da insetti. Si nutre principalmente di farfalle, libellule, moscerini e naturalmente mosche. In mancanza di altro non disdegna di nutrirsi di bacche e semi. Il nome pigliamosche è dovuto alla particolare tecnica di caccia adottata da questo uccello che cattura le sue prede in volo cogliendole alla sprovvista. Il pigliamosche attende le su prede fermo su un posatoio e poi si scaglia contro di loro prendendole alla sprovvista. Le prede piccole vengono inghiottite intere, mentre quelle più grandi vengono prima lanciate contro un ramo e schiacciate. La posizione da caccia prevede ali e coda retratte. Si tratta di una specie migratrice che tende a svernare nell’Africa subsaharina. Il pigliamosche è molto agile ed ha un volo rapido e ondulato. Trascorre gran parte della giornata alla ricerca del cibo. Si tratta di una specie molto vivace e irrequieta.

Domande frequenti

  • Cosa mangia esattamente il pigliamosche e come cattura le prede?
    Il pigliamosche è un insettivoro specializzato, la cui dieta si basa prevalentemente su mosche, farfalle, libellule e moscerini catturati in volo. Utilizza una tecnica di caccia specifica: rimane immobile su un posatoio elevato, con ali e coda retratte, osservando attentamente il territorio. Quando individua una preda, si scaglia rapidamente verso di essa cogliendola alla sprovvista. Le prede di piccole dimensioni vengono ingoiate intere, mentre quelle più grandi vengono spesso sbattute contro un ramo per essere immobilizzate o schiacciate prima della consumazione. In carenza di insetti, può integrare la dieta con bacche e semi.
  • Dove costruisce il nido il pigliamosche durante la riproduzione?
    Durante la stagione riproduttiva, che va da maggio a luglio, la femmina costruisce il nido preferibilmente in aree ricche di cespugli e alberi, garantendo così protezione e nascondiglio. La struttura ha tipicamente la forma di una coppa, realizzata con materiali vegetali morbidi. Tuttavia, il pigliamosche dimostra adattabilità e non rifiuta l'uso di nidi artificiali o cassette nido installate dall'uomo. Il nido viene posizionato solitamente a un'altezza moderata, lontano dai boschi troppo fitti, preferendo spazi aperti con alberi sparsi come quelli presenti nei parchi, giardini e frutteti.
  • Quali sono le differenze fisiche tra maschio e femmina di pigliamosche?
    Non esistono differenze fisiche evidenti tra maschio e femmina di pigliamosche; la specie presenta infatti un forte uniformità nel piumaggio, senza vero dimorfismo sessuale. Entrambi i sessi presentano un piumaggio marroncino sulla parte superiore del corpo e bianco-biancastro con striature scure su quella inferiore. Hanno ali e coda relativamente lunghe rispetto al corpo, zampe corte e nere, e un becco nero e appuntito. L'unica differenza visibile riguarda i giovani: i pulcini hanno un piumaggio leggermente più scuro rispetto agli adulti, ma man mano che crescono assumono l'aspetto standard condiviso da entrambi i sessi.
  • Il pigliamosche è migratore e dove passa l'inverno?
    Sì, il pigliamosche è una specie migratrice. Sebbene in Italia sia presente sia come nidificante che come uccello di passo, trascorre la stagione fredda lontano dai luoghi di riproduzione. Dopo aver allevato la prole, la popolazione europea tende a spostarsi verso sud per svernare nelle regioni dell'Africa subsahariana. Questo lungo viaggio permette all'uccello di trovare condizioni climatiche favorevoli e abbondanza di insetti, risorsa alimentare essenziale per la sua sopravvivenza durante i mesi invernali.
  • In quali ambienti naturali è facile osservare il pigliamosche?
    Il pigliamosche predilige habitat aperti o parzialmente aperti piuttosto che foreste dense. È comune trovarlo in foreste soleggiate, giardini privati, parchi pubblici, frutteti e zone agricole con alberi sparsi. Ama gli spazi luminosi che gli permettono di avvistare facilmente le prede volanti. La sua distribuzione è ampia e include Europa, Africa mediterranea e Asia occidentale. In Italia, la sua presenza è regolare sia durante la migrazione primaverile-autunnale sia durante il periodo estivo dedicato alla nidificazione, rendendolo un ospite frequente nelle aree verdi urbane e rurali ben strutturate.

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