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upupa

Aggiornato il 04 luglio 20134 capitoli5 domande frequenti
upupa

Caratteristiche

L’Upupa è un variopinto e caratteristico uccello appartenente alla famiglia degli Upupidae. E’ l’unica specie della sua famiglia e il suo nome è la riproduzione onomatopeica del verso emesso dai maschi durante il periodo degli amori. E’ caratterizzato, oltre che dai colori sgargianti del piumaggio, anche dal becco lungo e sottile, leggermente ricurvo in punta e dalla presenza di una cresta erettile sulla testa. Si tratta di un uccello di medie dimensioni grande non più di 30 centimetri con un’apertura alare che può arrivare fino a 50 centimetri. Il piumaggio è giallo ruggine su gran parte del corpo e presenta strisce orizzontali bianche e nere sulle ali e sulla coda. La cresta erettile è a riposo nei momenti di tranquillità e viene alzata solo in caso di paura o eccitazione. Le punte delle piume che formano la cresta sono nere. La colorazione del piumaggio è funzionale poichè aiuta l'animale a mimetizzarsi con l’ambiente circostante. Il corpo è piccolo e snello. Le zampe e le gambe sono sottili. Non esiste dimorfismo sessuale, ma, il maschio e la femmina sono per lo più identici. Attualmente esistono tre specie differenti: l’Upupa africana, l’Upupa epops e l’Upupa marginata.

Habitat naturale e distribuzione

L’upupa è un uccello tipicamente europeo. Lo si può trovare nelle regioni dell’Europa centrale e orientale, ma anche nelle regioni dell’Africa mediterranea, in Asia e nel Madagascar. In Italia si trova principalmente sulle zone costiere dell’Adriatico, della Liguria, della Puglia, della Calabria e della Sicilia. In Italia è svernante, quindi arriva in primavera e riparte a settembre. Il suo habitat naturale è costituito da ambienti aridi e assolati. Vive nei frutteti, nei boschi, nelle savane e lungo le strade sterrate. Predilige i climi caldi e secchi. Fondamentale per la sopravvivenza dell'upupa è la presenza di terreni e pascoli dove poter trovare da mangiare. E', infatti, particolarmente ghiotto delle larve presenti nello sterco degli animali, quindi tende a stabilirsi nelle vicinanze di allevamenti di bestiame. L’upupa è un uccello migratore, trascorre l’inverno nelle regioni calde dell’Africa mediterranea e sahariana e la primavera e l’estate in Europa dove nidifica.

Riproduzione

La stagione degli amori per le upupe inizia verso la fine di marzo e si conclude a luglio. In genere la femmina riesce a portare a termine due covate l’anno.La riproduzione vera e propria è preceduta da una fase di corteggiamento nel corso della quale il maschio si esibisce nella sua parata nuziale che consiste nell’aprire la cresta a ventaglio. Dopo l’accoppiamento la femmina costruisce il nido all’interno di cavità negli alberi, nelle rocce, nelle costruzioni rurali. Non viene imbottito con nessun tipo di materiale ma utilizzato così com’è. Il nido di upupa si riconosce per l’odore sgradevole dovuto alle secrezioni della madre e dei piccoli che già a pochi giorni di vita possono emettere feci liquide per difendersi. Tale particolarità serve per tenere lontani i predatori e attirare gli insetti che rappresentano la base dell’alimentazione di questa specie. La femmina depone dalle quattro alle sette uova. Le uova di upupa sono bianche e grigie e vengono covate dalla madre per circa due settimane. In questa fase la femmina non lascia mai il nido, ma, viene nutrita dal maschio con una frequenza di due o tre imbeccate all’ora. Appena nati i piccoli sono ciechi e ricoperti di lanugine. Nei primi dieci giorni la madre non lascia mai soli i piccoli e il padre ha il compito di sfamare tutta la famiglia. I piccoli lasciano il nido dopo 25 giorni e la femmina è pronta per un’altra covata.

Abitudini e alimentazione

L’alimentazione delle upupe si basa essenzialmente su insetti, molluschi e ragni che scovano rovistando con il lungo becco nel terreno. Utilizzano una tecnica molto particolare per nutrirsi. Possedendo una lingua troppo corta per poter ingoiare il cibo, tendono a lanciare le prede in aria facendolo ricadere nel becco spalancato. Prima di lanciare l’insetto in aria, però, lo scuotono ripetutamente sul terreno per privarlo della testa e delle ali. Tra le principali caratteristiche dell’upupa c’è il volo. Questi uccelli hanno un volo lento e ondulato che si riconosce anche a distanza grazie alle lunghe ali di forma arrotondata e il lungo becco sottile. Il canto dell’upupa è monotono e cavernoso simile ad un ‘hup hup hup’ e viene emesso ripetutamente nella fase della riproduzione. In passato udire il verso dell’upupa era considerato presagio di sventura. Quando è spaventata l’upupa tende ad appiattirsi sul terreno con le ali e la coda spiegate. E’ un uccello dalle abitudini terricole, poiché trascorre molto tempo a terra per cercare cibo e solo di notte si rifugia sui rami degli alberi per riposarsi. Si tratta di una specie considerata a rischio e quindi protetta dalle convenzioni internazionali sulla difesa delle specie a rischio. Le principali cause della diminuzione della popolazione soprattutto in Europa sono da rintracciarsi nella diminuzione degli habitat naturali e alla conseguente diminuzione degli insetti di cui si nutrono.

Domande frequenti

  • Cosa mangia esattamente l'upupa e come fa a catturare le prede?
    L'alimentazione dell'upupa si basa prevalentemente su insetti, molluschi e ragni che cerca rovistando nel terreno grazie al suo lungo becco sottile. Una volta individuata la preda, l'uccello adotta una tecnica singolare: poiché la sua lingua è troppo corta per ingoiare direttamente il cibo, scuote ripetutamente l'insetto contro il suolo per immobilizzarlo, poi lo lancia in aria e lo riprende a bocca aperta mentre ricade. Questa dieta è fondamentale per la loro sopravvivenza, motivo per cui frequentano spesso aree agricole o pascoli dove la disponibilità di invertebrati è elevata.
  • Perché l'upupa ha un odore sgradevole e qual è la sua funzione?
    Il forte odore sgradevole associato all'upupa deriva dalle secrezioni prodotte sia dalla madre che dai pulcini appena nati. Questo meccanismo difensivo ha un duplice scopo: respingere i potenziali predatori che potrebbero avvicinarsi al nido e, paradossalmente, attrarre insetti. Poiché questi ultimi costituiscono la base alimentare della specie, la presenza di insetti intorno al nido garantisce un facile accesso al cibo per i genitori durante la cova e l'allevamento dei piccoli, trasformando uno svantaggio olfattivo in un vantaggio ecologico.
  • Qual è il significato simbolico e culturale legato al verso dell'upupa?
    Il verso dell'upupa, un suono monotono e cavernoso simile a 'hup hup hup', è onomatopeico e dà origine al nome scientifico della specie. Storicamente, in molte culture europee, udire questo canto era considerato un presagio di sfortuna o di eventi negativi, probabilmente a causa del suo aspetto bizzarro o del comportamento notturno. Oggi, invece, il verso è riconosciuto come parte integrante del corteggiamento primaverile, emesso ripetutamente dai maschi per attrarre le femmine e delimitare il territorio riproduttivo.
  • Dove nidifica l'upupa e quali cure dedica ai piccoli?
    L'upupa nidifica in cavità naturali o artificiali come buchi negli alberi, fessure rocciose o edifici rurali, senza imbottire il nido con materiali aggiuntivi. La femmina depone tra le quattro e le sette uova che cova per circa due settimane, rimanendo costantemente sul nido mentre il maschio la nutre frequentemente. I pulcini nascono ciechi e ricoperti di lanugine; nei primi dieci giorni la madre li custodisce incessantemente, mentre il padre porta il cibo a tutta la famiglia. Dopo circa 25 giorni i giovani abbandonano il nido, rendendo la madre pronta per eventuale una seconda covata.
  • L'upupa è minacciata e perché la sua popolazione sta diminuendo?
    Sì, l'upupa è una specie protetta e considerata a rischio in diverse aree, specialmente in Europa. Il declino demografico è principalmente causato dalla perdita e frammentazione degli habitat naturali adatti, come praterie asciutte e zone agricole tradizionali. Inoltre, la diminuzione della popolazione di insetti, dovuta all'uso di pesticidi e ai cambiamenti ambientali, riduce drasticamente la disponibilità di cibo. La conservazione di questi ecosistemi è cruciale per garantire la sopravvivenza di questa specie iconica, che richiede terreni soffici per foraggiare e ambienti aperti per nidificare.

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