Cibocanigatti.it · guide e consigli pratici
Gatti · Malattie Gatti

Toxoplasmosi Cura

Aggiornato il 07 febbraio 20113 capitoli6 domande frequenti

Cos'è la Toxoplasmosi

La Toxoplasmosi è una malattia il cui nome deriva dal parassita che la causa. Parliamo del Toxoplasma, nello specifico dalla specie Toxoplasma gondii (famiglia dei coccidi), un protozoo che infetta il gatto e altri animali, felini e non. Questo parassita attecchisce e si riproduce per sporulazione producendo le cosiddette oocisti, che poi vengono espulse dalle feci del gatto e diventano attive ed infestanti nel giro di qualche giorno. Se vengono ingerite da altri animali, possono ricominciare il ciclo riproduttivo e continuare ad infestare, restando poi bloccate nei loro muscoli. Non solo altri gatti possono ingerire queste oocisti, anche bovini e ovini per esempio possono essere canale di trasmissione. Quando la toxoplasmosi infetta l’uomo, il suo intestino vede nascere piccole cisti esterne dove crescono grappoli di uova. Anche se la malattia non è tra le più pericolose, è importante che non ne vengano contratte le donne in stato interessante perché il toxoplasma può trasmettersi al feto con rischi anche gravi per il suo corretto sviluppo, con punte di rischio diverse a seconda del mese di gravidanza. Se invece la donna in gravidanza ha già contratto la malattia ed è ad essa dunque diventata immune non corre alcun pericolo aggiuntivo. Una buona prevenzione in ogni caso è consigliabile.

Come comportarsi in caso di malattia

La toxoplasmosi può essere per i gatti una patologia asintomatica. Spesso sono i felini già debilitati perché affetti da altre patologie, tra le cui le più comuni sono la leucemia felina (FeLV) e l’immunodeficienza felina (FIV), se in giovane età possono contrarre la patologia in maniera evidentemente sintomatica. Tra i sintomi più comuni riportiamo una stato di depressione ed apatia, sonnolenza continua, forte inappetenza e aumento ingiustificato della temperatura corporea. Spesso una o più di queste caratteristiche sono accompagnate da una persistente difficoltà a respirare, anche perché il primo problema che porta il parassita è la polmonite. E’ possibile che una volta attecchito ed attivo il parassita comincino a manifestarsi anche diarrea, vomito ed ittero, ovvero l’ingiallimento delle mucose. Se il parassita riesce ad arrivare al sistema nervoso centrale il gatto affetto può presentare anche una reazione alterata alle stimolazioni luminose, alterazioni della personalità, bassa autogestione del movimento, con frequenti movimenti in circolo, difficoltà a deglutire e incontinenza. La diagnosi arriva da un esame del sangue, dove il veterinario calcolerà l’incidenza dei anticorpi nei confronti del parassita della toxoplasmosi. Per evitare che il gatto continui ad ingerire il parassita, perché tra l’altro per quanto il toxoplasma colpisca buona parte degli animali domestici, solo nel gatto riesce a completare il suo ciclo vitale, bisogna alimentarlo con carni ben cotte o scatolame, cuocendo per bene il cibo infatti le cisti dei tessuti contenenti le uova del parassita vengono distrutte. Limitare il suo girovagare fuori casa e le sue cacce a uccelli e roditori lo salva dal contagio, così come rendere inaccessibile il secchio della spazzatura munendolo di un utile coperchio. Per quanto riguarda la prevenzione nei confronti delle donne in gravidanza esistono dei piccoli accorgimenti che evitano l’allontanamento del gatto, cosa che avviene spesso, anche quando il micio non ha colpe perché sano. Per esempio bisogna evitare di mangiare carne prima che sia cucinata, e lavarsi le mani dopo ogni volta che la si tocca. Evitare anche il consumo di insaccati e carni essiccate. Anche l’utilizzo del freezer per l’abbattimento della temperatura 8almeno a – 20) del cibo è un ottimo metodo. Lavare poi molto bene, magari con disinfettanti per alimenti (del tipo amuchina o napisan) ogni tipo di frutta e verdura presente in casa. Gli orti infatti sono un terreno fertile per la proliferazione del parassita perché ricettacolo di letame e di feci di animali randagi. In ogni caso, per quanto la paura a volte porta a gesti esagerati, è bene essere consapevoli che l’origine di maggior contagio per la Toxoplasmosi non è costituita dal gatto, ma in gran parte dall’ingestione di carne poco cotta o di frutta e verdura contaminate e non lavate come si deve.

Prevenzione e Cura

Tutti gli accorgimenti prescritti per il gatto e per l’uomo, una volta diventate sane abitudini, dovrebbero scongiurare senza troppi problemi l’attecchimento del parassita su di noi e sui nostri adorati gatti. Ma se la malattia ha preso piede nel nostro felino il veterinario saprà consigliare una terapia a base di Clindamicina, un antibiotico piuttosto recente che sembra essere anche ben tollerato dai gatti. Altri farmaci come la Pirimetamina e la Sulfadiazina agiscono per ostacolare con efficacia la riproduzione del toxoplasma. Purtroppo non esiste un vaccino per scongiurare a priori il rischio di contagio di questa malattia, né per i gatti né per l’uomo e soprattutto quest’ultimo spesso non si accorge neanche di avere la malattia perché abbastanza asintomatica, rendendo difficile la diagnosi e, di conseguenza l’individuazione della cura. Spesso le donne che effettuano i test perché in dolce attesa scoprono di essere immuni alla toxoplasmosi perché l’hanno già avuta in passato, senza neanche essersene mai accorte. Per i gatti, la terapia con i farmaci appena elencati dovrebbe di norma debellare il parassita nel giro di pochi giorni, tuttavia è consigliato continuare la terapia anche leggermente oltre l’abbattimento della patologia.

Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali della toxoplasmosi nel gatto?
    Spesso il gatto rimane asintomatico, ma nei casi clinici si osservano febbre elevata, apatia, perdita di appetito e difficoltà respiratorie dovute a polmonite. Possono comparire anche diarrea, vomito e ittero (mucose gialle). Nei casi più gravi, quando il parassita colpisce il sistema nervoso, il gatto può mostrare confusione, sensibilità alla luce, difficoltà di coordinazione motoria, deambulazione circolare e incontinenza. Questi sintomi richiedono immediata attenzione veterinaria.
  • Come si diagnostica e si cura la toxoplasmosi nel gatto?
    La diagnosi si basa sull'esame del sangue per rilevare la presenza di anticorpi specifici contro il parassita. La cura prevede solitamente la somministrazione di antibiotici come la clindamicina, ben tollerata dai felini, oppure pirimetamina e sulfadiazina per bloccare la riproduzione del toxoplasma. Il trattamento dura alcuni giorni fino alla scomparsa dei sintomi, ma è fondamentale proseguire la terapia per un breve periodo extra per garantire l'eradicazione completa del parassita.
  • Il mio gatto può trasmettere la toxoplasmosi alla donna in gravidanza?
    Sì, il gatto è l'unico ospite definitivo del parassita e elimina le oocisti infestanti nelle feci. Tuttavia, il rischio è gestibile: le oocisti diventano infestanti dopo 1-5 giorni nelle feci. Pulendo la lettiera quotidianamente si riduce drasticamente il pericolo. È sconsigliato allontanare il gatto; basta che la donna incinta non cambi la lettiera (se possibile) o usi guanti e igiene rigorosa. L'immunità pregressa della madre protegge il feto.
  • Cosa devo dare da mangiare al gatto per prevenirne il contagio?
    Per evitare che il gatto ingerisca le cisti del parassita presenti nella carne cruda, è essenziale nutrirlo esclusivamente con carni ben cotte o cibo umido commerciale (scatolame), poiché il calore distrugge i parassiti. È inoltre vietato far cacciare al gatto roditori o uccelli selvatici e limitarne il libero accesso all'esterno. Mantenere il gatto indoors e alimentarlo correttamente è la strategia preventiva più efficace per interrompere il ciclo di vita del toxoplasma.
  • Esiste un vaccino contro la toxoplasmosi per gatti o umani?
    Al momento non esiste alcun vaccino disponibile né per i gatti né per gli esseri umani per prevenire la toxoplasmosi. Questa assenza rende cruciale la prevenzione attraverso l'igiene alimentare e ambientale. Molti adulti hanno già sviluppato l'immunità spontaneamente contraggendo la forma lieve della malattia in passato, senza rendersene conto, il che li rende protetti durante eventuali gravidanze successive.
  • Come prevenire il contagio umano attraverso il cibo?
    La fonte principale di infezione umana non è il gatto, ma il cibo contaminato. Per proteggersi, è necessario cuocere accuratamente tutta la carne, evitando il consumo di salumi crudi o carni essiccate. Utilizzare il congelatore a -20°C per diversi giorni aiuta a eliminare i parassiti. Inoltre, lavare meticolosamente frutta e verdura, preferibilmente con detergenti specifici, è vitale, specialmente se provengono da orti dove potrebbero esserci residui di feci animali.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche