Mastino Napoletano

Il Mastino Napoletano

Tra il gruppo dei molossi di origine italiana il Mastino Napoletano occupa un ruolo di primaria importanza. Conosciuto sin dall’epoca degli antichi Romani, è da secoli apprezzato per le sue caratteristiche fisiche davvero impressionanti. I Romani si servivano di questo cane come guardia per le loro domus e tracce dell’esistenza del Mastino Napoletano si trovano negli scritti di Virgilio e di altri poeti dell’epoca. Gli impieghi del Mastino Napoletano erano molteplici, dal semplice cane da guardia al cane da circo negli spettacoli con i gladiatori ma anche come cane da guerra utilizzato dai legionari in battaglia. Con il passare del tempo l’areale del Mastino Napoletano si restrinse e questa razza rimase presente solamente a Napoli e nelle città limitrofe e per questo gli venne attribuito il nome di Mastino Napoletano.

Inizialmente questa razza era molto diffusa tra gli aristocratici e tra le famiglie reali; si ricordano tra i proprietari più illustri gli Aragonesi, sovrani nel Regno di Napoli dal 1442 al 1501. Col passare degli anni il mastino si diffuse sempre di più anche tra le classi sociali meno abbienti e tra i contadini che praticavano l’allevamento di questa razza a livello familiare. Questa razza era talmente diffusa tra la popolazione che sopravvisse anche alle difficoltà ed alle austerità delle due guerre mondiali, non senza alcune difficoltà. Il primo standard venne redatto nel 1949 e nel 1971 la razza venne riconosciuta dall’ E.N.C.I. (Ente nazionale della cinofilia italiana).

foto Mastino Napoletano

Il mastino napoletano

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Caratteristiche del Mastino Napoletano

cucciolo L’aspetto del Mastino Napoletano è quello tipico di un cane da guardia e ad un primo sguardo incute sicuramente timore e rispetto. Il colore scuro, la mole non indifferente e la testa molto grande danno al cane un aspetto imponente. Nonostante l’aspetto fisico e le tradizioni della razza, utilizzata in passato per guerre e combattimenti, facciano pensare al mastino come ad un cane pericoloso, non bisogna trarre facili conclusioni. Sicuramente nel carattere di questo mastino è ancora presente una forte componente di aggressività ma spetta alle attenzioni ed all’educazione del padrone esaltare o minimizzare questa parte del carattere. Inoltre esistono diverse discendenze, diversi ceppi di questa razza che comportano una diversa aggressività del carattere. Generalmente comunque il carattere del Mastino Napoletano è equilibrato e se l’educazione inizia presto (a 3-4 mesi) si possono ottenere degli ottimi risultati, cioè cani affettuosi e docili.

Cane rustico, non soffre né il caldo né il freddo, ma per altri aspetti, come descriveremo più avanti nella parte dedicata alla salute ed alle malattie, è un cane che ha più di un problema.

Standard del Mastino Napoletano

Il Mastino Napoletano è un cane dalla mole notevole, impiantato, robusto e con il tronco più lungo rispetto all’altezza al garrese. La testa deve essere non lunga e massiccia con cranio largo e la sua lunghezza totale deve essere pari a circa 3/10 dell’altezza al garrese. Nello spazio tra le orecchie il cranio è particolarmente piatto e visto di profilo risulta convesso. Lo stop è marcato ed il tartufo è sulla linea della canna nasale ed è di colore nero, simile al colore del mantello. Il muso è largo, alto e di lunghezza uguale a quella della fronte. La pelle sulla testa è abbondante, non aderente ai tessuti e lassa. Gli occhi sono piuttosto infossati, ben distanziati e di colore scuro mentre le orecchie sono piccole rispetto alle dimensioni del cane, triangolari ed inserite alte e piuttosto indietro. Il collo del Mastino Napoletano è corto, largo e tozzo mentre il corpo è lungo, robusto e dritto. Gli arti anteriori sono robusti, dritti e muscolosi mentre gli arti posteriori sono molto potenti e muscolosi con cosce muscolose e ben sviluppate.

La coda è attaccata poco sotto il profilo del dorso, larga e grossa alla radice ma si assottiglia all’estremità. Il pelo è corto e denso, uniforme su tutto il corpo di colore variabile dal nero al piombo al grigio. Il Mastino Napoletano deve essere alto al garrese da 65 ai 75 cm nei maschi e da 60 a 68 cm nelle femmine. Il peso varia tra i 60-70 kg nei maschi e i 50-60 kg nelle femmine.


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Alimentazione del Mastino Napoletano

un vero colosso L’alimentazione del Mastino Napoletano richiede attenzioni particolari perché deve variare sensibilmente durante le diverse fasi di crescita. Un mastino adulto mangia circa 1 kg di alimento al giorno ma è durante la fase di crescita che bisogna cambiare continuamente la quantità di alimento man mano che il cane aumenta di taglia. Il Mastino Napoletano raggiunge la maturità completa a 3 anni e il suo peso moltiplica anche di 100 volte in questo periodo e quindi la qualità del cibo deve essere ottima, così come la quantità deve essere adeguata.


Malattie del Mastino Napoletano

cucciolo Nonostante sia un cane di origini rustiche, il Mastino Napoletano soffre di qualche disturbo congenito piuttosto frequente. La displasia dell’anca si presenta con una frequenza significativa ma anche altri problemi, come ad esempio il rovesciamento delle palpebre, si presentano con una certa frequenza.


Guaglione il capostipite

guaglione Malgrado le sue antiche origini, di questa razza si persero le tracce per numerosi anni. Fu solo nel corso della metà del XX secolo che un grande esperto cinofilo, Pietro Scanziani, lo riscoprì. Al tempo era allevato principalmente nella campagna napoletana, si presentava come più pesante e massiccio rispetto a quello precedentemente conosciuto, questo anche perchè il cane fu selezionato per le sue funzionalità lavorative. Vale la pena citare le parole che Scanziani scrisse dopo l'incontro con Guaglione, cioè quello che può essere considerato il capostipite dell'albero genealogico del mastino napoletano. Nel suo libro "Viaggio intorno al Molosso" scriveva: "Si chiamava Guaglione. V’erano otto cani da presa in quella prima mostra partenopea. Alcuni grigi come Bufariello e Zingarella; altri neri come Leone e Catarì; Moschella era serpata; solo Guaglione blu, possente e redivivo. Lo riconobbi all’istante: era uno dei cento che Paolo Emilio il Macedonico aveva portato in Roma al suo trionfo. Era il gran cane d’Epiro, figlio degli assiri, nipote dei tibetani, era il Molossus."




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