Cos’è la leishmaniosi?
La leishmaniosi è una malattia provocata da protozoi; in ambito europeo, il principale veicolo di tale patologia è il pappatacio, che colpisce soprattutto nei mesi estivi e nelle ore serali. Si manifesta nei cani punti da tali pappataci, e, trattandosi di un’antropo-zoonosi, può colpire anche l’uomo. E’ importante precisare però che la malattia non è direttamente trasmissibile dal cane all’uomo, quindi il possesso di un animale infetto non presenta fattori di rischio preoccupanti per il proprietario. La leishmaniosi si può manifestare con diversi sintomi, il che rende spesso la diagnosi piuttosto complessa; in caso di sospetti, comunque, esistono dei test con cui si può verificare se il cane sia affetto o meno da tale patologia. A volte, anche nei cani che risultano positivi al test, può passare tanto tempo prima che i sintomi effettivi comincino a manifestarsi. Tra i sintomi più frequenti della leishmaniosi abbiamo: alopecia nella zona di occhi, dorso e zampe, dolori articolari, brusche perdite di peso, dermatiti, perdita di sangue dal naso, danni ai reni, lesioni oculari. Non si conosce ancora la cura per debellare definitivamente la leishmaniosi, sebbene al giorno d’oggi esistano molte terapie che permettono di arginare la malattia, in alcuni casi con molto successo. Un grande aiuto ci viene però dalla prevenzione: innanzitutto, possiamo sottoporre il cane a trattamenti antiparassitari periodici, effettuare operazioni di disinfestazione e bonifica negli spazi aperti, ed evitare di tenere troppo a lungo il cane all’aperto di notte. Da qualche anno, inoltre, è disponibile sul mercato anche un vaccino contro la leishmaniosi.
Il vaccino contro la leishmaniosi
A partire dal 2011, in Europa è disponibile il vaccino contro la leishmaniosi, frutto della ricerca dell’Institut de Recherce pour le Développement di Montpellier. Questo vaccino sostanzialmente espone l’animale ad alcune proteine normalmente secrete dai parassiti della leishmaniosi, in modo da stimolare il suo sistema immunitario a reagire: in questo modo, nel caso in cui il cane si trovasse in futuro nuovamente esposto a tali agenti, la risposta immunitaria sarà più veloce ed eviterà all’animale di infettarsi. A quali cani può essere somministrato questo vaccino? A tutti gli esemplari che abbiano superato i sei mesi di età, e che risultino negativi al test per la leishmaniosi. Meglio evitare di vaccinare femmine incinte o che stanno allattando, e cani che hanno già subito altre vaccinazioni nelle due settimane precedenti. Inizialmente va effettuato un ciclo di tre somministrazioni di vaccino a distanza di tre settimane l’una dall’altra; in seguito, andrà effettuato il richiamo annuale per mantenere attiva la difesa immunitaria. L’immunità alla malattia comincia dieci settimane dopo la prima somministrazione del vaccino, quindi è meglio vaccinare il cane nel periodo invernale, per arrivare preparati alla stagione estiva. Attenzione: il vaccino riduce la possibilità che il cane venga infettato, ma non la esclude del tutto. Sarebbe opportuno quindi affiancarlo a tutte le altre misure preventive descritte sopra, come l’utilizzo di antiparassitari e insetticidi. Raccomandate anche le analisi del sangue periodiche, per sincerarci dello stato di salute di Fido.
Efficacia del vaccino ed effetti collaterali
Quindi il vaccino per la leishmaniosi è davvero efficace, e ci permette di stare tranquilli? Purtroppo, la risposta a questa domanda è no. La scoperta di tale vaccino rappresenta sicuramente un enorme passo avanti nella lotta contro la leishmaniosi, ma non è comunque -almeno per ora- una soluzione definitiva. Come si è già detto in precedenza, il vaccino riduce solo la possibilità che il cane venga infettato, ma non la azzera del tutto. Inoltre, a causa delle difficoltà a riprodurre questo tipo di malattia in laboratorio, non è nemmeno possibile calcolare con certezza le probabilità che un cane vaccinato si ammali. Per di più, il costo di questo vaccino non è abbordabile per tutti: soprattutto il primo ciclo, tra test preventivo e somministrazioni varie, arriva a costare 250-300€, che è una cifra piuttosto esosa, considerata anche l’efficacia tutto sommato scarsa della protezione. Buone notizie invece dal fronte degli effetti collaterali: sebbene si manifestino piuttosto di frequente, non sono gravi e spariscono da soli in capo a pochi giorni. Si tratta in genere di gonfiore e arrossamento cutaneo nella zona in cui è stata effettuata l’iniezione, o di reazioni più generali dell’organismo, come febbre, vomito e diarrea. La lotta contro la leishmaniosi è ancora ben lungi dall’essere sconfitta, ed è giusto che i proprietari di cani sappiano che il vaccino, con buona pace del marketing, è costoso e poco efficace -almeno per ora, sebbene ci siano larghi margini di miglioramento-. E’ anche vero però che la profilassi vaccinale, unita ad una scrupolosa prevenzione, rappresenta un aiuto in più nel tentativo di arginare il problema, soprattutto nelle aree endemiche, quelle cioè in cui c’è un’alta probabilità di contagio.
Domande frequenti
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Il vaccino contro la leishmaniosi protegge il cane al 100%?No, il vaccino non offre una protezione assoluta. La sua funzione principale è stimolare il sistema immunitario del cane a reagire più rapidamente ed efficacemente qualora venisse a contatto con il parassita tramite la puntura del pappataco. Di conseguenza, riduce significativamente il rischio di infezione e la gravità della malattia, ma non la elimina completamente. Per questo motivo, la vaccinazione deve sempre essere accompagnata da rigorose misure preventive, come l'uso costante di antiparassitari specifici e l'evitare che il cane resti all'aperto durante le ore crepuscolari, quando i vettori sono più attivi.
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Quando è il momento migliore per vaccinare il cane?È consigliabile programmare la vaccinazione durante il periodo invernale. Poiché l'immunità protettiva si sviluppa pienamente circa dieci settimane dopo la prima dose, iniziare il ciclo vaccinale nei mesi freddi garantisce che il cane sia adeguatamente protetto quando arriva la stagione calda, ovvero il picco di attività dei pappataci. Il protocollo prevede generalmente tre somministrazioni iniziali a distanza di tre settimane l'una dall'altra, seguite da un richiamo annuale per mantenere alta la copertura immunitaria durante l'estate.
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Quali sono gli effetti collaterali più comuni del vaccino?Gli effetti collaterali sono solitamente lievi e transitori, scomparendo spontaneamente nell'arco di pochi giorni. I segni locali più frequenti includono gonfiore e arrossamento nel punto esatto dell'iniezione. Possono verificarsi anche reazioni sistemiche generali, come febbre temporanea, vomito o diarrea. Nonostante questi eventi siano piuttosto comuni, raramente diventano gravi. È comunque fondamentale monitorare il cane dopo la vaccinazione e consultare il veterinario se i sintomi persistono o peggiorano, per escludere reazioni allergiche insolite.
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Chi non dovrebbe ricevere il vaccino contro la leishmaniosi?Il vaccino è indicato per tutti i cani sani di età superiore ai sei mesi, purché abbiano dato un risultato negativo al test pre-vaccinale per la leishmaniosi. È fortemente sconsigliato somministrarlo alle femmine in gravidanza o in allattamento. Inoltre, bisogna attendere almeno due settimane dopo altre vaccinazioni prima di procedere con quella contro la leishmaniosi, per evitare sovraccarichi immunologici o interferenze. Se il cane ha già contratto la malattia, il vaccino non è utile come terapia curativa, ma serve esclusivamente a scopo preventivo sui soggetti sieronegativi.
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Quanto costa il ciclo completo di vaccinazione?Il costo del trattamento è considerato elevato, specialmente considerando che il vaccino non garantisce una protezione totale. Il primo ciclo, che include il test diagnostico preliminare necessario per confermare lo stato sierologico negativo e le tre somministrazioni del vaccino, può variare tra i 250 e i 300 euro. Questa spesa va valutata attentamente rispetto al budget familiare e al livello di rischio della zona di residenza. Nei periodi successivi, basteranno i costi per i richiami annuali, che sono inferiori rispetto alla prima annualità.



